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Le lavoratrici sono ‘cornute e mazziate’ dall’innalzamento a 65 anni dell’eta’ pensionabile. Mandare in pensione le donne a 65 anni per sanare una discriminazione nei confronti degli uomini, perche’ questo aspetto ha sanzionato la sentenza della corte europea, e’ una beffa clamorosa che solo in un paese come l’Italia poteva accadere e che il governo italiano non e’ riuscito ad evitare.
Considerato che la decisione ormai e’ stata presa dal Consiglio dei Ministri e sara’ inserita nella manovra, a questo punto e’ doveroso da parte di governo e parlamento varare una serie di provvedimenti in materia di pari opportunita’ per ridurre uno squilibrio che da oggi e’ ancora piu’ abissale a tutto svantaggio delle donne’.

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Ma sulle pensioni qual’ è la linea del Pdl quella di Berlusconi o quella di Fini? Perché a leggere le loro dichiarazioni non si capisce.

Berlusconi pensa di ritornare alla scala mobile, ma Fini invece propone una cosa diversa con il paniere specializzato per i pensionati.

Mi sembra grave che su un argomento importante come quello delle pensioni i partiti che formano il Pdl non si siano accordati su una proposta unitaria che possa avere un minimo di credibilità.

E questo non è il solo tema su cui Fini e Berlusconi parlano una lingua diversa, perché anche sul futuro del Pdl sembrano esserci visioni diverse.

Se non fosse così non si comprenderebbe l’ultimatum lanciato oggi sul congresso dal leader di Alleanza Nazionale, nonché l’invito rivolto a Forza Italia a darsi le regole che valgono per gli altri partiti, sottintendendo che al momento queste regole non esistono nel partito del cavaliere.

Spie queste di diverse visioni politiche diverse che verranno alla luce un giorno dopo il voto.

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Credits Raffaele Brogna

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