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nov/10

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IL COLORE DEI SOLDI…METTE TUTTI D’ACCORDO

Oggi alla Camera si è svolta una seduta abbastanza tesa per il voto sulla riforma dell’Università. In aula c’era forte contrapposizione tra maggioranza e opposizione e gli scontri che si verificavano fuori tra polizia e studenti non rasserenavano certo il clima.

All’improvviso, però, c’è stato un momento in cui la maggior parte dei partiti politici ha trovato miracolosamente l’intesa perduta. Guarda caso il punto su cui si sono trovati quasi tutti d’accordo ha riguardato ancora una volta la difesa dei contributi dei partiti politici.

Ma che c’entrano i rimborsi elettorali con i precari dell’università? C’entrano. Perché ad un certo punto è stato posto in votazione un emendamento che proponeva di finanziare l’assunzione di un certo numero di professori associati destinando una quota dei rimborsi elettorali spettanti ai partiti politici.

Tanto è bastato per dar vita ad un’alleanza trasversale che oltre a Pdl e Lega comprende Fli, l’Udc ed una trentina di deputati del Pd. Quel tanto che basta per mettere in sicurezza il voto.

L’Italia dei Valori, invece, ha votato chiaramente a favore dell’emendamento, così come eravamo stati tra i pochi a proporre e votare l’abolizione dei vitalizi parlamentari. Purtroppo anche questa volta non è bastato.

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Invito tutti a guardare il video dell’intervento di Antonio Di Pietro alla festa del PD di Torino. Agli esponenti del Pd che sono intervenuti polemicamente in merito al consenso prorompente ottenuto da Di Pietro mi sento di chiedere piu’ rispetto per i loro militanti. Basta guardare il video del dibattito su youtube per rendersi conto dell’entusiasmo suscitato nell’intera platea da Antonio Di Pietro dal momento del suo arrivo fino a quando e’ andato via. A chi ci accusa di aver portato una claque si deve rispondere che se questo fosse vero, vorrebbe dire che del Pd non c’era nessuno visto che tutti gli spettatori hanno applaudito in blocco gran parte degli interventi di Di Pietro. Le feste di partito servono proprio a confrontarsi fuori dai denti e a volte capita che l’ospite risulti piu’ gradito del padrone di casa.

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A Bologna noi dell’Italia dei valori abbiamo gia’ invitato il Pd a chiarire la propria posizione sulle primarie e sul candidato sindaco. L’auspicio, a questo punto, e’ che tale richiesta non debba pervenire anche per conoscere la reale posizione del Pd nei confronti dell’Udc e dell’Italia dei valori.
Il Pd puo’ guardarsi intorno quanto vuole ma sarebbe opportuno che si preoccupasse della nostra reazione prima ancora di quella della sinistra. Ancora meglio se qualcuno del Pd battesse un colpo in questo senso.
E’ gia’ accaduto in passato che il Pd guardasse all’Udc rischiando di perdere il principale alleato, ovvero l’Italia dei valori: si tratta di un rischio che sembra non interessare troppo il Partito democratico considerata la strana comunella fatta con i casiniani a Montecitorio contro l’ostruzionismo messo in atto dall’Idv.
Un atto dovuto, il nostro per contrastare un provvedimento del Governo assolutamente inaccettabile, teso a colpire la cultura e i lavoratori del settore lirico-sinfonico.

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L’Italia dei Valori e’ pronta a uscire dalla maggioranza che sostiene Beatrice Draghetti, presidente della Provincia di Bologna. Se oggi dal Pd non arrivera’ un segnale di accoglimento delle richieste per una adeguata rappresentanza nella giunta di Palazzo Malvezzi, il che potrebbe voler dire l’incarico alla vicepresidenza se l’esecutivo restasse a otto componenti, “ognuno andra’ per la sua strada.

Il matrimonio in cui il marito umilia la moglie non tiene e quindi ognuno va per la sua strada. Non riconoscere le nostre richieste, equivale a dire che l’Italia dei Valori per il centrosinistra non e’ indispensabile. L’importante e’ saperlo; vorra’ dire che andremo per la nostra strada, con la serenita’ di chi sa di avere la coscienza a posto.
Io aspetto in giornata un segnale, spero positivo, da parte del Pd; ma, tradotto politicamente, questo significa che se non arrivasse vorra’ dire che l’Italia dei Valori esce dalla maggioranza in Provincia, riservandosi di sostenere solo i provvedimenti che riterra’ utili ai cittadini. Rottura che per noi a Bologna sarebbe strategica.
E’ ormai evidente che tra la presidente Draghetti e l’Italia dei valori e’ impossibile arrivare ad un’intesa e per noi questa fase e’ chiusa.

Il dialogo e’ ormai tra noi e il Pd poiche’ la questione e’ politica e riguarda i rapporti tra Pd e Italia dei valori che, ci tengo a precisarlo, fino a ieri a Bologna non sono mai stati in discussione. Spetta al Pd, se lo vuole, attivarsi per risolvere la crisi che si e’ venuta a creare. Noi siamo favorevoli alla riduzione della giunta provinciale ad otto assessori ed ad avere in giunta un solo rappresentante: questo lo sa bene la presidente Draghetti e lo sa bene il Pd.
Quello che l’Idv chiede e su cui siamo irremovibili e’ il rispetto per il ruolo e la dignita’ di un partito come l’Italia dei valori, che alle provinciali ha avuto l’8% e che a Bologna alle ultime regionali ha ulteriormente aumentato i voti nonostante la vicenda Delbono e tutto il resto.
Il costo della riduzione ad otto assessori non viene sostenuto come sarebbe giusto da tutta la coalizione, ma l’Idv da sola ne sostiene il peso maggiore. Noi che siamo responsabili abbiamo detto ‘va bene’, ma chiediamo un ruolo politico nella giunta adeguato al nostro peso: questa e’ la questione che spetta al Pd risolvere.

L’Italia dei valori ha sempre creduto nell’alleanza con il Pd e ha di fatto tutto per mantenerla; oggi il Pd deve dimostrare con i fatti, e solo con quelli, se c’e’ reciprocita. Se il Pd ritiene di poter governare senza il giusto ruolo dato all’Italia dei valori vorra’ dire che ognuno andra’ per la sua strada.
Un’ultima precisazione: molti stanno dando a questa vicenda un’interpretazione sbagliata, considerandola una battaglia per le poltrone. Lo voglio dire forte e chiaro: per l’Italia dei valori non e’ affatto cosi’!

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Credits Raffaele Brogna

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