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Venerdì 21 maggio alle 17.30, presso la Sala delle Associazioni in via Laderchi, 3 a Faenza, l’Italia dei Valori incontrerà le lavoratrici e i lavoratori della Omsa, le istituzioni e le sigle sindacali per lanciare una campagna nazionale di informazione, denuncia e boicottaggio del gruppo Golden Lady. Insieme a me vi sarà l’on. Maurizio Zipponi, Responsabile Nazionale del Dipartimento Lavoro e Welfare dell’Italia dei Valori.

Si parla di 350 lavoratori tra cui 320 donne che l’azienda vuole lasciare a casa perché ha deciso di spostare la produzione all’estero, dove il lavoro costa meno, lasciando a Faenza solo il deserto. La decisione, poi, di smontare i macchinari ha aggiunto al danno anche la beffa. L’Omsa dovrebbe tutelare la professionalità e la dignità dei suoi lavoratori e delle sue lavoratrici, non umiliarle in questo modo.

Con l’assemblea di venerdì si lancerà una campagna nazionale informando tutte le donne italiane sui nomi dei prodotti degli otto brand del gruppo Golden Lady al fine di far conoscere loro i reali e inaccettabili comportamenti dell’azienda. Continueremo fino a che la OMSA non darà la garanzia di un posto di lavoro stabile per ciascuno dei lavoratori e delle lavoratrici. All’iniziativa hanno già aderito l’Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari Finanziari Assicurativi Postali) e la Federconsumatori (Associazione nazionale di informazione e tutela dei consumatori ed utenti), fino a quando non avremo risposte adeguate dalla proprietà colpiremo l’azienda laddove è più sensibile: nel portafoglio.

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mag/10

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Anche io sono mamma!

Il modo in cui le mie parole sono state strumentalizzate, in merito alla vicenda relativa alla sostituzione di Maura Pozzati, mi ha ferito profondamente.

Non debbo spiegare nulla perché chi mi conosce veramente sa come sia allucinante anche solo pensare che io possa discriminare una donna, e addirittura in quanto madre.

La mia storia personale, professionale prima, e politica poi, così come quella di molti milioni di donne italiane testimonia che la maternità è una ricchezza, e un dono del signore, e non certo un ostacolo al lavoro o alla carriera.

Io pur avendo un figlio sono riuscita a conciliare le due sfere. Mio figlio è stato anzi colui che mi ha dato la forza di stringere i denti ed andare avanti nei momenti in cui credevo di non farcela.

Come dirigente politica, proprio perché so bene quanto è difficile per una donna affermarsi in un settore, come la politica ritenuto ad esclusivo appannaggio degli uomini, non ho mai fatto discriminazioni e, se ne ho fatte, sono state a danno degli uomini.

Il partito dell’Italia dei valori dell’Emilia Romagna è forse il più rosa d’Italia poiché sono donne la segretaria regionale, 4 coordinatrici provinciali su 9, il nuovo assessore regionale, oltre ad un gran numero di amministratrici nei comuni e nelle province della regione.

Quanto poi l’Idv sia un partito maschilista che discrimina le donne lavoratrici lo possono ben testimoniare le lavoratrici della Omsa, con le quali eravamo in piazza ieri per sostenere le loro giuste rivendicazioni.

So bene che queste mie parole non serviranno certo a far cambiare idea a chi vuole continuare a polemizzare, ma le scrivo non certo per loro, bensì perché lo devo a me stessa, alla mia coscienza, a quelle persone che mi conoscono davvero e soprattutto a mio figlio, che non mi perdonerebbero di subire in silenzio.

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Credits Raffaele Brogna

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