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	<title>Silvana Mura &#187; intervista</title>
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		<title>Silvana Mura</title>
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		<title>INTERVISTA SU VANITY FAIR DI LUGLIO</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 10:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana Mura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scarica il pdf dell&#8217;articolo Silvana Mura è una tra le poche persone che Antonio Di Pietro ascolti veramente quando c’è da prendere una decisione politica importante. Sarà che questa bresciana di 52 anni, originaria di Chiari, è insieme all’ex magistrato di mani pulite l’anima dell’Italia dei valori, il «partito anti-casta» che oggi veleggia intorno all’8%, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://issuu.com/idvemiliaromagna/docs/intervista_vanityfair_silvanamura" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-1000" title="Intervista su Vanity Fair" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2010/07/vanityfair_mura_2.jpg" alt="" width="600" height="600" /></a><br />
<a href="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2010/07/intervista_vanityfair_silvanamura.pdf" target="_blank"> Scarica il pdf dell&#8217;articolo</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Silvana Mura</strong> è una tra le poche persone che Antonio Di Pietro ascolti veramente quando c’è da prendere una decisione politica importante. Sarà che questa bresciana di 52 anni, originaria di Chiari, è insieme all’ex magistrato di mani pulite l’anima dell’Italia dei valori, il «partito anti-casta» che oggi veleggia intorno all’8%, la quarta forza politica italiana (di cui la Mura ricopre la carica di tesoriere fin dalla sua fondazione, il 26 novembre 2000, davanti al notaio Bruno Cesarini di Roma). Sarà, come dicono i tanti maligni, che è una delle due (belle) «donne forti» capaci di tenere in pugno Tonino (l’altra è Susanna Mazzoleni, la sua seconda moglie, segretario dell’Associazione Italia dei Valori). L’hanno descritta come una femmina appariscente e frivola, tutta feste e discoteche, tra le quali avrebbe fatto spola a bordo di una Mercedes cabrio, i lunghi capelli al vento. Hanno romanzato sul suo incontro con Di Pietro nei primi anni ‘80, lui un giovane magistrato appena divorziato dalla prima moglie (Isabella Ferrara, madre del primogenito Cristiano, tesoriere Idv per la Lombardia), lei una procace indossatrice di lingerie. Questo dunque dovrebbe essere il malizioso resoconto dell’ennesimo caso di «velinismo» della politica italiana, che coinvolge un partito il cui leader carismatico e censore della moralità pubblica è oggi indagato per truffa sui rimborsi elettorali dopo una denuncia di Elio Veltri (sei anni fa candidato alle europee in una lista collegata all’Idv).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Silvana Mura che aria tira nel partito?</strong> «Se si riferisce alla denuncia di Veltri le dirò che abbiamo presentato una richiesta di archiviazione. È una storia vecchia, cominciata quando Mario Di Domenico ha lasciato l’Idv pretendendo un terzo dei rimborsi elettorali. A lui si sono aggiunti Occhetto, Giulietto Chiesa e appunto Veltri».</p>
<p><strong> Non hanno ragione?</strong> «La legge elettorale parla chiaro: sono i partiti, non le persone a poter accedere ai rimborsi. Altrimenti converrebbe mollare anche a me: mi spetterebbe un bell’assegnino, non crede?».</p>
<p><strong> Allora siete tranquilli?</strong> «Il Tribunale di Roma ha già rigettato due volte le pretese avanzate da Veltri (che se ne andò deluso dal risultato delle europee del 2004: 2,1%) e lui stesso, quando si è candidato, ha firmato una lettera con la quale rinunciava ai rimborsi elettorali».</p>
<p><strong> Certo che Di Pietro accusato di truffa sui rimborsi elettorali è un bel paradosso… </strong>«Proprio lui che voleva rifiutarli anche quando senza quei soldi avremmo chiuso bottega, dopo le elezioni del 2001…».</p>
<p><strong> Ma allora non prendeste alcun rimborso…</strong> «Appunto. La legge elettorale imponeva uno sbarramento al 4% e noi prendemmo il 3,9. Capirà che per l’Idv, partito senza una lira (io per l’occasione aprii una fideiussione bancaria di 50 milioni di lire, Di Pietro di 100 milioni), era quasi il colpo di grazia».</p>
<p><strong> E dunque?</strong> «Nel 2002 il Parlamento votò all’unanimità un rimborso elettorale per tutti i partiti che avessero raggiunto l’1%. Retroattivo al 2001. Un regalo alla Lega».</p>
<p><strong> Che fu la vostra salvezza… </strong>«Telefono a Di Pietro che era in Kazakistan come europarlamentare e gli racconto tutto. E lui: “Silvà, ma che c… dici? Smettila di spendere soldi inutili di telefono».</p>
<p><strong> Poi capì?</strong> «Mi richiamò dopo aver letto le agenzie. Voleva scrivere una lettera al presidente della Camera per rinunciare ai quei rimborsi. Mollò solo quando gli spiegai che se avessimo detto no, quei soldi se li sarebbero spartiti gli altri».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Torniamo a lei: come la mettiamo con la sua casa romana di via delle quattro Fontane di proprietà di Propaganda Fide? Mai conosciuto Anemone e Balducci? </strong>«Mai. E per quella casa, 75 metri quadri al primo piano in prossimità di via Nazionale, pago 1.800 euro mensili d’affitto escluse le spese (mi mostra le ricevute di pagamento, dai 2.100 ai 2.300 euro, ndr). Non proprio un prezzo di favore».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Mi parli della sua giovinezza spensierata, delle sue leggendarie feste in discoteca…</strong>«Quali feste? Altro che spensieratezza: la mia è stata una giovinezza dura, lontana dagli svaghi delle mie coetanee. Mio padre morì l’anno del mio diploma in ragioneria. E io che sognavo di proseguire gli studi per diventare avvocato, ho dovuto farmi carico delle difficoltà economiche della mia famiglia: mia madre, casalinga e Emanuela, una sorella di 13 anni. Così dopo un primo impiego nella contabilità, decisi di tentare la sorte aprendo un’attività nel ramo della moda che nel giro di qualche anno avrebbe dato impiego a 70 persone».</p>
<p><strong> E intanto lei lavorava come modella di lingerie.</strong> «Sbagliato anche questo. Sostituii un’amica in una sfilata per la pellicceria Anna Bella. Alla fine della serata la sua agenzia mi chiese il numero di telefono e da lì feci un altro paio di esperienze».</p>
<p><strong> La politica quando è arrivata?</strong> «Nel 1999, quando mia sorella fu colpita da aneurisma cerebrale e morì in tre giorni. Una tragedia che mi ha salvato la vita: scoprii infatti di avere la sua stessa patologia. Così, prima di sottopormi a un intervento chirurgico che aveva il 33% di possibilità di impedirmi una vita normale, decisi di chiudere ogni attività».</p>
<p><strong> E arrivò Di Pietro…</strong> «Antonio in quei mesi mi era stato molto vicino, fu tra i pochi intimi a partecipare al funerale di mia sorella. Ma lo conoscevo già da molto tempo».<br />
Del vostro primo incontro si è scritto di tutto: può sciogliere il mistero una volta per tutte? «Erano i primi anni ‘80. Silvio, un mio carissimo amico che aveva un negozio a pochi passi dal mio, rimase ucciso durante un rapina. Sul luogo del delitto arrivò Di Pietro, come magistrato di zona. Silvio gli morì tra le braccia. Gli suggerirono di sentirmi, avendo io incrociato senza saperlo il rapinatore».</p>
<p><strong> Fu lui a darle la notizia della morte del suo amico? </strong>«Proprio così. Io ero disperata, lo implorai di aiutarmi: ai genitori volevo dirglielo io, ma non sapevo come farlo. Così si offrì di accompagnarmi lui. Rimasi colpita dall’umanità di quel magistrato».</p>
<p><strong> Tanto colpita che la seconda moglie di Di Pietro, Susanna Mazzoleni, pare sia stata a lungo gelosa di lei…</strong> «Veramente io e Susanna ci conosciamo da allora e conserviamo ottimi rapporti, anche se oggi ci vediamo poco. Ci frequentavamo di più nel periodo di mani pulite».</p>
<p><strong> Perché Di Pietro chiama proprio lei a fare la tesoriera del partito? </strong>«Per stima. “Tu che sei una così brava organizzatrice, perché non fai un partito insieme a me?”, mi chiese nel 2000».</p>
<p><strong> Oggi che voto assegna all’Idv tra le forze di opposizione?</strong> «Perché ce ne sono altre?»<br />
E al Pd di Bersani? «Voglio la domanda di riserva».</p>
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