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La politica italiana è paralizzata da mesi in attesa dell’ormai fatidica verifica programmatica del governo in parlamento.

Ma quella che si giocherà domani, in merito all’autorizzazione ad utilizzare intercettazioni che riguardano l’ex sottosegretario Nicola Cosentino, è una partita molto più importante e chiarificatrice di quella che si giocherà sui 5 punti.

Il 28 settembre, giorno per il quale è previsto l’intervento del Presidente del Consiglio alla Camera dei Deputati, si parlerà di aria fritta e chi lo vorrà potrà ricorrere alle più ardite acrobazie logiche per evitare di votare una sfiducia che porterebbe immediatamente alle elezioni.

Domani invece siamo chiamati a confrontarci con un caso concreto che riguarda diversi temi, quali la legalità, l’uguaglianza davanti alla legge e la giustizia. La Camera deve rispondere con un si o con un no alla richiesta avanzata dalla magistratura in merito all’utilizzo di intercettazioni che riguardano l’on. Nicola Cosentino per il quale era già stato chiesto l’arresto da parte della magistratura. Cosentino è accusato di reati gravi che riguardano la criminalità organizzata. Era sottosegretario del governo ed è stato fatto dimettere per evitare che fosse sfiduciato dall’aula.

Dal voto di domani capiremo molte cose. In primo luogo gli italiani potranno vedere se Futuro e Libertà, che non ha il coraggio di far cadere il governo perché ha paura delle elezioni, vuole davvero difendere la legalità, come dichiara ormai da diversi mesi.

Dall’esito del voto di domani sarà anche evidente se la fatidica quota 316 è stata raggiunta dal governo oppure no.

Un vecchio detto recita che chi entra papa in conclave ne esce cardinale. Chi sa se il primo passo sulla strada che conduce al Quirinale sarà fatto domani invece che la prossima settimana.

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Sarebbe un grave errore se qualcuno nell’opposizione si illudesse di poter trovare nel gruppo dei cosiddetti finiani una sponda concreta per modificare ulteriormente la legge bavaglio. In questo senso l’intervista rilasciata da Bocchino alla ‘Stampa’ e’ sicuramente illuminante in merito al ruolo effettivo che vorranno, ma soprattutto potranno svolgere.
L’Idv non e’ abituata a chiedere ad altri quello che e’ suo compito realizzare, come quello di opporsi con ogni forza ad una legge anti-democratica e contro la Costituzione. Per questo quello che pretendiamo e’ soltanto il rispetto delle prerogative della Camera dei Deputati, ovvero un esame vero senza blindature e fiducie. Se questo accadra’ allora non sono da escludere sorprese, visto lo stato confusionale in cui versa la maggioranza.

A riguardo direttamente dal sito del Presidente Di Pietro www.antoniodipietro.it segnalo la nostra iniziativa di aprire un sito in Belgio www.italiadeivalori.be su cui pubblicheremo tutte quelle intercettazioni che saranno vietate in Italia: vi saranno tutti i dialoghi proibiti, resi dagli avvocati, ma che non potranno essere diffusi e sottoposti all’attenzione dell’opinione pubblica perché la legge lo impedirà. Inoltre, quando verremo a conoscenza di queste intercettazioni, le faremo leggere in Parlamento dai nostri deputati e senatori, in modo tale che abbiano validità di atto pubblico e possano così essere diffuse sul web.

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La maggioranza e il Governo tentano di cautelarsi contro i dissensi interni. La legge sulle intercettazioni e’ pessima e leggere gia’ oggi, quando ancora non si ha idea di quale sara’ il testo finale varato dal Senato, che il passaggio alla Camera dovra’ essere blindato se possibile peggiora ancora di piu’ questa legge che lede la giustizia e la liberta’ di informazione.

Poiche’ ad oggi e’ molto difficile ipotizzare che il Senato possa approvare un testo, non dico accettabile, ma che sia almeno in grado di mettere d’accordo tutto il Pdl, far circolare gia’ ora la voce che la Camera non avra’ alcun potere di modifica, oltre che una scorrettezza istituzionale, appare come un tentativo di maggioranza e governo per cautelarsi contro eventuali dissensi interni proprio nel luogo dove questi sono piu’ rilevanti.

In Italia non c’e’ alcuna urgenza intercettazioni, c’e’ invece una clamorosa urgenza di combattere la corruzione, dunque se c’e’ una legge che dovrebbe correre e dovrebbe essere sottoposta al libero esame del parlamento e’ quella sulle norme anticorruzione.

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Credits Raffaele Brogna

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