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	<title>Silvana Mura &#187; IdV</title>
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		<title>&#8220;LA RISSA&#8221; CONTINUA NEL PDL</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 18:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana Mura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è la prima volta che nell’ aula della Camera gli animi si accendono al punto da costringere il Presidente a sospendere la seduta ed aggiornarla al giorno successivo. Non si era mai verificato quello che invece è successo ieri. Ovvero che i tumulti fossero provocati dalle aperte provocazioni di un ministro nei confronti dell’opposizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1740" title="rissa_continua" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2011/03/rissa_continua1.jpg" alt="" width="550" height="250" /></p>
<p style="text-align: justify;">Non è la prima volta che nell’ aula della Camera gli animi si accendono al punto da costringere il Presidente a sospendere la seduta ed aggiornarla al giorno successivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si era mai verificato quello che invece è successo ieri. Ovvero che i tumulti fossero provocati dalle aperte provocazioni di un ministro nei confronti dell’opposizione e che lo stesso ministro inviasse un sonorissimo vaffa… al Presidente che lo richiamava all’ordine.</p>
<p style="text-align: justify;">Il caso costituisce un unicum al punto tale che questa mattina in Ufficio di Presidenza, riunito per decidere le sanzioni disciplinari da applicare, siamo stati costretti ad ammettere che non essendoci precedenti a cui ispirarsi era necessario chiedere un approfondimento alla giunta per il regolamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo le intemperanze non si sono esaurite con quelle del Ministro La Russa. Oggi abbiamo assistito ad un secondo round nel quale dai banchi del Pdl è volato un giornale proprio sulla testa del Presidente della Camera, invece il ministro della giustizia Alfano ha pensato bene di lanciare con stizza il suo tesserino elettronico verso i banchi dell’opposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motivo di tanto nervosismo si giustifica con la sconfitta della maggioranza su un voto relativo ad una questione procedurale che però è servito a bloccare l’aula per tutta la mattina. Poiché la maggioranza è tale solo formalmente, ma numericamente è aleatoria, sono stati convocati i ministri che stavano partecipando al Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi, appunto per votare su una questione meramente procedurale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ostante la corsa a perdifiato di quelli più giovani e più vigorosi ed una votazione che è stata aperta per ben sei minuti, i ministri non sono riusciti a votare e la maggioranza è andata sotto.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ proprio il caso di dire ben gli sta. Infatti hanno cercato di fare i furbi per approvare in fretta e furia la trentanovesima legge ad personam per Silvio Berlusconi. Il risultato ottenuto è che la legge sulla prescrizione breve è meramente scivolata alla prossima settimana.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo nel frattempo si è dimesso per protesta un sottosegretario (Mantovano), e il Pdl è sempre più preda di divisioni interne che ne paralizzano l’azione.</p>
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		<title>VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 17:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana Mura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre a Fukushima lo spettro di un disastro nucleare diviene di ora in ora più probabile. Mentre il commissario all’Energia dell’Unione Europea ha evocato senza mezzi termini il pericolo di un’apocalisse nucleare anche per l’Europa, come se niente fosse la maggioranza alla Camera ha dato il via libera (con il solo voto contrario dell’Idv, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1715" title="nuclear" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2011/03/nuclear.jpg" alt="" width="550" height="250" /></p>
<p>Mentre a Fukushima lo spettro di un disastro nucleare diviene di ora in ora più probabile. Mentre il commissario all’Energia dell’Unione Europea ha evocato senza mezzi termini il pericolo di un’apocalisse nucleare anche per l’Europa, come se niente fosse la maggioranza alla Camera ha dato il via libera (con il solo voto contrario dell’Idv, il Pd non ha partecipato al voto per protesta) al decreto che regolamenta la costruzione di nuove centrali nucleari.</p>
<p>Il sottosegretario alle attività produttive Stefano Saglia ha dichiarato che le centrali non verranno comunque costruite in quelle regioni che si dichiareranno indisponibili ad ospitarle. Se così fosse è evidente che la battaglia sul nucleare sarebbe già vinta, visto che non c’è un solo governatore disponibile a mettersi in casa un impianto nucleare.</p>
<p>Il problema però è un altro. Nel decreto approvato (articolo 13) c’è scritta una cosa molto diversa da quella dichiarata da Saglia. In sintesi se la Regione non è d’accordo il governo procede comunque.<br />
A chi gli ha fatto notare questa piccola discrepanza, il sottosegretario a risposto prontamente che se il parere delle regioni non è vincolante dal punto di vista legislativo, lo sarà comunque da quello politico.</p>
<p>Ragionamento un po’ strano perché come dicevano i latini verba volant, scripta manent. Se dunque il governo ha cambiato idea in merito alle procedure di individuazione dei siti per le nuove centrali, perché non modificare anche la legge?</p>
<p>La risposta è presto detta. Il governo sta facendo la più classica delle ammuine. Poiché vede che la paura e l’opposizione al no per il nucleare monta ogni giorno di più sia tra la gente di destra che di sinistra, al momento si cede a parole, nella paura di perdere preziosi consensi in vista delle amministrative, e nel tentativo di depotenziare un referendum che ora ha grandissime probabilità di successo, anche se si disputerà il 12 di giugno.</p>
<p>Al tempo stesso si guarda bene dal modificare la legge, pronto a far valere il principio del passata la festa gabbato lo santo (in questo caso gli Italiani).</p>
<p>Si tratta di un gioco delle tre carte inaccettabile perché mette a rischio la sicurezza delle persone e del nostro territorio. Una scorrettezza che insieme al pericolo di catastrofe nucleare potrà essere spazzata via andando a votare al Referendum che l’Idv ha presentato.</p>
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		<title>LA LEZIONE DEI FATTI</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 18:57:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana Mura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Purtroppo tutti siamo ancora sconvolti per gli eventi naturali che hanno sconvolto gran parte del Giappone. E’ proprio nei momenti peggiori che si vede la grandezza di un popolo in tutti i sensi. Il Giappone ha dimostrato questa grandezza sia nella compostezza del suo popolo che non si è lasciato vincere dal terrore, sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1707" title="lezione_fatti" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2011/03/lezione_fatti.jpg" alt="" width="550" height="250" /></p>
<p style="text-align: justify;"> <br />
Purtroppo tutti siamo ancora sconvolti per gli eventi naturali che hanno sconvolto gran parte del Giappone. E’ proprio nei momenti peggiori che si vede la grandezza di un popolo in tutti i sensi. Il Giappone ha dimostrato questa grandezza sia nella compostezza del suo popolo che non si è lasciato vincere dal terrore, sia nell’elevato livello di sicurezza raggiunto nell’architettura antisismica.<br />
 <br />
I tanti morti, purtroppo, sono opera dello Tzunami, evento naturale contro il quale non c’è ancora difesa. Il terremoto, uno dei più violenti della storia, non ha prodotto invece danni significativi. Gli edifici sono rimasti in piedi, a riprova che la scienza può essere utilizzata per difendere l’uomo da alcune catastrofi naturali.<br />
 <br />
Quanto accaduto in Giappone, però, deve rappresentare un monito per tutti noi. Infatti anche in quel paese che ha mostrato al mondo di saper resistere anche ai più violenti movimenti della terra, i sistemi di sicurezza di alcune centrali atomiche non hanno retto, ed ora è forte la paura che al disastro naturale si possa aggiungere quello radioattivo.<br />
 <br />
Se dunque il nucleare si è dimostrato un pericolo non facile da controllare per il Giappone figuriamoci che cosa potrebbe accadere in Italia dove basta il passaggio di un tram per far venire giù cornicioni di case costruite con criteri di sicurezza assolutamente approssimativi.<br />
 <br />
Basta guardare alla distruzione provocata dal terremoto dell’Aquila, infinitamente più debole di quello nipponico, per rendersi conto della differenza.<br />
 <br />
L’Italia al pari del Giappone è un territorio a forte incidenza sismica. L’Italia a differenza del Giappone è indietro anni luce nelle costruzioni antisismiche. Se questo vale per le case, a maggior ragione vale per le centrali nucleari che il governo vuole ostinatamente costruire.<br />
 <br />
Queste centrali, per come funzionano le cose da noi, non saranno mai sicure in condizioni normali. Ma anche ammesso che lo siano, diventeranno delle vere e proprie minacce ambientali e per la vita delle persone in caso di terremoti o altre calamità naturali.<br />
 <br />
E’ per questo, oltre che per il fatto che stiamo parlando di un’energia ormai costosa e superata, che noi abbiamo presentato un referendum per bloccare la follia nucleare. Un referendum che, se come sembra il governo non tornerà sui suoi passi, rimarrà l’unico strumento concreto per garantire la sicurezza di tutti noi.</p>
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		<title>BERLUSCONI NON COINVOLGA L&#8217;ITALIA NEL SUO PROCESSO</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 14:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana Mura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano si è pronunciato sull’istanza presentata dai Pm della procura, rinviando a giudizio Silvio Berlusconi con l’accusa di concussione e prostituzione minorile. Con questo pronunciamento il Gip ha risposto a tre quesiti. Il primo. Ha ritenuto che ci fossero gli estremi perché le accuse formulate dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1654" title="berlusconidimettiti" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2011/02/berlusconidimettiti.jpg" alt="" width="550" height="425" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano si è pronunciato sull’istanza presentata dai Pm della procura, rinviando a giudizio Silvio Berlusconi con l’accusa di concussione e prostituzione minorile.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo pronunciamento il Gip ha risposto a tre quesiti. Il primo. Ha ritenuto che ci fossero gli estremi perché le accuse formulate dalla procura di Milano fossero valutate all’interno di un processo. Il secondo. Queste le prove prodotte dai Pm sono così evidenti da giustificare il ricorso al giudizio immediato. Terzo. Ha riconosciuto la competenza del tribunale di Milano sull’inchiesta disconoscendo invece la tesi che sosteneva invece la competenza del tribunale dei ministri.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiaramente Silvio Berlusconi deve essere considerato innocente finchè non ci sarà sentenza contraria passata in giudicato.</p>
<p style="text-align: justify;">La condizione politica che lo riguarda invece è cosa diversa e certamente da oggi è mutata sensibilmente in peggio. Questo non è il primo caso di processo che vede come imputato Silvio Berlusconi. Ma è la prima volta che il presunto reato e il rinvio a giudizio si verificano mentre lui ricopre la carica di Presidente del consiglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Responsabilità e opportunità vorrebbero che chi ricopre una carica pubblica la abbandoni nel momento in cui si viene rinviati a giudizio. Questo perché da un lato c’è il rischio concreto che chi deve difendersi in un processo non sia in grado per tutta una serie di fattori svolgere le mansioni pubbliche a lui affidate.</p>
<p style="text-align: justify;">Un primo lampante esempio lo abbiamo già oggi. Il presidente del Consiglio era insieme al Ministro degli interni in Sicilia dove avrebbe dovuto tenere una conferenza stampa sull’emergenza sbarchi. La conferenza stampa è stata annullata, molto probabilmente perché ritenuta non opportuna alla luce della decisione appena presa dal Gip. Una conferenza stampa che tra l’altro avrebbe avuto il risvolto imbarazzante di vedere fianco a fianco un imputato ed il rappresentante di una delle parti lese (Il Ministero dell’interno) proprio da quell’imputato.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’altro lato c’è il rischio che, rimanendo premier, Berlusconi coinvolgerà il governo nelle conseguenze mediatiche prodotte dal processo e che certamente danneggeranno ancora di più l’immagine dell’Italia nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Berlusconi per una volta in quindici anni dovrebbe comportarsi da statista e dimettersi immediatamente. Spetterà poi al Capo dello Stato valutare, secondo le sue prerogative, la situazione politica e scegliere la strada ritenuta più opportuna.</p>
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		<title>UN POPOLO SENZA MEMORIA NON E&#8217; UN POPOLO</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 22:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana Mura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un grande paese lo si vede anche da come celebra le ricorrenze fondamentali della sua storia. Non si tratta di nazionalismo, ormai impensabile in piena globalizzazione, ma semplicemente la consapevolezza che un popolo esiste se ha una storia comune e valori condivisi. In questo senso l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia è una ricorrenza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1648" title="150annitalia" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2011/02/150annitalia.jpg" alt="" width="550" height="250" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un grande paese lo si vede anche da come celebra le  ricorrenze fondamentali della sua storia. Non si tratta di nazionalismo, ormai  impensabile in piena globalizzazione, ma semplicemente la consapevolezza che un  popolo esiste se ha una storia comune e valori condivisi.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo senso l’anniversario dei 150 anni dell’Unità  d’Italia è una ricorrenza di grane rilevanza che, come tale merita di essere  celebrata con solennità.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo questo giorno si è incredibilmente trasformato  in un motivo di polemica e di contrasto politico interno allo stesso governo.  La Lega vuole  boicottare la ricorrenza che confligge in maniera evidente con anni di  propaganda secessionista. Dunque vuole a tutti i costi che il 17 marzo sia un  giorno lavorativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Ministro Calderoli sostiene che il 17 marzo festivo  non ce lo possiamo permettere, anche e soprattutto a causa della crisi  economica. Il resto del governo tace nei confronti dei dicktat leghisti e siamo  all’assurdo che ormai a poche settimane dalla ricorrenza il governo non ha  ancora deciso come celebrarla.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ di oggi la notizia che il Presidente della Repubblica  ha scritto una dura lettera al presidente della provincia autonoma di Bolzano  che aveva dichiarato che gli italiani di lingua tedesca non avrebbero celebrato  la ricorrenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Napolitano richiamando all’ordine Durnwaldner ha fatto  certamente bene, ma non possiamo sorprenderci più di tanto di determinate prese  di posizione, di fronte ad un atteggiamento assolutamente inqualificabile del  nostro governo nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un popolo che non celebra la sua memoria è un popolo che  non esiste. Gli italiani anche a seguito del ventennio fascista hanno sempre  fatto fatica a percepirsi come una patria e una nazione. Anche grazie all’opera  svolta dal presidente Ciampi, molta strada era stata fatta nel senso del  riconoscimento di un’appartenenza comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo Berlusconi, tra i tanti danni prodotti è  riuscito a bloccare anche questo processo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>NON DISTURBARE IL MANOVRATORE</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 21:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana Mura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Italia è purtroppo la patria dei così detti enti inutili, ovvero strutture pubbliche create cinquanta o sessanta anni fa che oggi non svolgono più alcuna funzione effettiva, ma servono a dare stipendi e posti di lavoro. Per fortuna non tutti gli enti o gli uffici pubblici sono inutili, al contrario alcuni di essi svolgono bene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1644" title="unar" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2011/02/unar.jpg" alt="" width="550" height="250" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia è purtroppo la patria dei così detti enti inutili, ovvero strutture pubbliche create cinquanta o sessanta anni fa che oggi non svolgono più alcuna funzione effettiva, ma servono a dare stipendi e posti di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fortuna non tutti gli enti o gli uffici pubblici sono inutili, al contrario alcuni di essi svolgono bene funzioni molto importanti. Tra questi c’è l’Unar ( Ufficio Nazionale discriminazioni raziali). E’ stato istituito nel 2003 a seguito della direttiva europea numero 43 del 2000, che impegnava ogni stato membro a dotarsene.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo Ente che opera nell’ambito del Dipartimento delle Pari opportunità deve garantire l’effettiva parità di trattamento tra le persone, vigilare e rimuovere le discriminazioni fondate sulla razza, l’origine etnica, la religione o l’orientamento sessuale. In sintesi è la traduzione in fatto dell’articolo 3 della nostra costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Unar fino ad oggi ha svolto con grande responsabilità ed efficacia il proprio compito e solo per fare un esempio nel 2010 ha provveduto a ad avviare ben 790 denunce rivolte in gran parte a comuni ed amministrazioni pubbliche.</p>
<p style="text-align: justify;">Se questo non bastasse l’Unar ha un altro grande pregio. Allo stato Italiano non costa un euro perché è finanziato con fondi europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Voi non ci crederete eppure negli emendamenti presentati al Decreto Milleproroghe, attualmente all’esame del Senato, ce n’è uno che ne chiede l’abolizione. L’ha presentato la Lega e non si tratta certo di una svista.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché il carroccio è il partito che nei comuni dove governa si è distinto per la scuola di Adro, per aver negato i pasti della mensa scolastica a bimbi figli di genitori immigrati, va da se che la maggior parte dei rilievi e delle denunce dell’Unar si sono rivolte a sindaci e amministratori leghisti, costringendoli a recedere dalle loro sbalorditive iniziative.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché un ente simile si è rivelato non solo una voce scomoda, ma una vera e propria spina nel fianco, la Lega, democraticamente ha pensato bene di farlo sparire.</p>
<p style="text-align: justify;">L’operazione è grave ed inaccettabile al tempo stesso e personalmente cercherò di fare di tutto per evitare che possa andare in porto. Mi auguro che, almeno in questa occasione, il ministro delle pari opportunità Mara Carfagna, farà sentire la sua voce invece di rimanere a guardare.</p>
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		<title>UNO SCONTRO CHE DOVEVA ESSERE EVITATO</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 18:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana Mura</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1632" title="scontrodaevitare" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2011/02/scontrodaevitare.jpg" alt="" width="550" height="250" /></p>
<p>Sul federalismo il governo ha prodotto un brutto pasticcio che ha provocato l’ennesimo scontro istituzionale.</p>
<p>La bozza di decreto presentata sul federalismo municipale come noto non ha ottenuto il via libera previsto dalla legge da parte della commissione bicamerale appositamente istituita per vigilare sull’attuazione della riforma federalista.</p>
<p>Il parere favorevole presentato dal relatore ha ottenuto quindici voti a favore e quindici contrari. Pareggio, dunque, che sulla base dei regolamenti equivale ad una bocciatura.</p>
<p>A questo punto il governo avrebbe dovuto fermarsi. Invece nel giro di poche ore su pressione della Lega convoca in fretta e furia un consiglio dei ministri ed emana il decreto la cui bozza era stata respinta dalla commissione parlamentare.</p>
<p>Si è trattato di un atto di grave forzatura della prassi politico-parlamentare perché solo nelle dittature e negli stati autoritari il governo agisce infischiandosene di quello che dice il Parlamento.</p>
<p>Senza più l’obiettivo della riforma federale la Lega non aveva più giustificazioni per rimanere in un governo ormai morto e sarebbe stato evidente a tutti che l’unica motivazione per cui non si va ad elezioni è proteggere Berlusconi dai suoi stessi comportamenti.</p>
<p>Per questo Bossi ha sbattuto i pugni sul tavolo ed ha imposto ad un Berlusconi suo prigioniero di fare quello che non è mai stato fatto, ovvero fregarsene del parlamento.</p>
<p>Così facendo Berlusconi e Bossi hanno messo irresponsabilmente il presidente della Repubblica nella scomoda posizione di doversi schierare nel conflitto istituzionale creatosi tra governo e parlamento.</p>
<p>Napolitano non ha potuto fare altro che bocciare il governo definendo il decreto irricevibile e dimostrando che l’esecutivo non sa leggere neppure le leggi che lui stesso scrive.</p>
<p>A fronte di tanta irresponsabilità e incapacità la via d’uscita è una sola ed è quella delle elezioni. Ma Berlusconi se ne infischia e rimane asserragliato nel bunker di Palazzo Chigi.</p>
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		<title>Rassegna Stampa del 03 02 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 19:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaele.brogna</dc:creator>
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		<title>Rassegna Stampa del 01 02 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 10:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaele.brogna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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		<title>LA RISSA CHE UCCIDE IL PAESE</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 11:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana Mura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le vicende di queste ultimi giorni sono estremamente preoccupanti perché si stanno verificando un numero di scontri istituzionali così elevato che si rischia di minare le fondamenta stesse del stato. Governo contro magistrati, maggioranza contro presidente della Camera, opposizione contro presidente del Senato, alcuni parlamentari che denunciano alla magistratura il ministro degli esteri per abuso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1622" title="rissauccideitalia" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2011/01/rissauccideitalia.jpg" alt="" width="550" height="250" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Le vicende di queste ultimi giorni sono estremamente preoccupanti perché si stanno verificando un numero di scontri istituzionali così elevato che si rischia di minare le fondamenta stesse del stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Governo contro magistrati, maggioranza contro presidente della Camera, opposizione contro presidente del Senato, alcuni parlamentari che denunciano alla magistratura il ministro degli esteri per abuso d’ufficio. Mentre questa rissa senza esclusione di colpi prosegue, nessuno si occupa del governo del paese i cui problemi si fanno sempre più gravi.</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente, come ho già avuto modo di scrivere, non mi appassiona fare il tifo nella guerra tra Fini e Berlusconi, perché l’unico dato che emerge è che la destra è stata ed è guidata da leader inadeguati che vanno mandati a casa con le elezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Berlusconi, con tutto quello che sta emergendo sul caso Ruby, avrebbe dovuto dimettersi da tempo. Fini dovrebbe farlo oggi, mantenendo fede all’impegno preso dopo che si è accertato che la casa di Montecarlo è del cognato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò detto non si può non sottolineare come l’azione svolta dal ministro degli esteri italiano per ottenere queste carte lasci perplessi. Probabilmente Frattini non aveva vicende internazionali più importanti da seguire, come ad esempio il Caso Battisti, se ha dedicato il suo tempo a chiedere al governo di Santa Lucia documenti sulla titolarità di alcune società off-shore. C’è poi da capire perché non vi sia traccia della comunicazione inviata dalla Farnesina al governo dell’isoletta caraibica, richiesta che invece viene citata nella risposta inviata dal premier di Santa Lucia.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine un aspetto apparentemente buffo. Perché se i due governi erano in contatto i documenti non sono stati inviati attraverso gli abituali canali diplomatici, ma a mezzo corriere come avviene per la posta ordinaria tra privati cittadini?</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo dimostra solo una cosa il paese è abbandonato a se stesso, non ha più un governo che svolge il suo ruolo. Per questo l’unica soluzione è quella di andare a votare quanto prima.</p>
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