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Invito tutti a guardare il video dell’intervento di Antonio Di Pietro alla festa del PD di Torino. Agli esponenti del Pd che sono intervenuti polemicamente in merito al consenso prorompente ottenuto da Di Pietro mi sento di chiedere piu’ rispetto per i loro militanti. Basta guardare il video del dibattito su youtube per rendersi conto dell’entusiasmo suscitato nell’intera platea da Antonio Di Pietro dal momento del suo arrivo fino a quando e’ andato via. A chi ci accusa di aver portato una claque si deve rispondere che se questo fosse vero, vorrebbe dire che del Pd non c’era nessuno visto che tutti gli spettatori hanno applaudito in blocco gran parte degli interventi di Di Pietro. Le feste di partito servono proprio a confrontarsi fuori dai denti e a volte capita che l’ospite risulti piu’ gradito del padrone di casa.

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La compostezza e l’assoluto equilibrio con cui i familiari delle vittime hanno commemorato il trentennale della strage di Bologna onora nel migliore dei modi la memoria dei tanti innocenti morti a causa della violenza terrorista, ma costituisce anche la migliore risposta all’inaccettabile e vile assenza del governo che, per la prima volta in trenta anni non ha voluto inviare alcun rappresentante a Bologna.

L’Italia dei valori ha ritenuto un suo dovere morale essere presente oggi cosi’ come prende un impegno solenne a fare quanto in suo potere per contribuire a realizzare l’auspicio lanciato oggi dal capo dello Stato, ovvero colmare lacune e ambiguita’ che ancora avvolgono questa vicenda.

Un impegno per quale vogliamo lavorare fin da oggi, e ancora di piu’ nell’ipotesi in cui dovessimo tornare ad occupare cariche di governo. Dopo trenta anni e’ giunto il tempo che il paese possa sapere tutto su questa e su altre stragi italiane e non certamente quello di prolungare ulteriormente il segreto di stato, come invece sembra voler fare il governo.

Inoltre poiché dopo il Ministro La Russa è oggi il sottosegretario Giovanardi ad insultare e a provocare in maniera assolutamente inaccettabile i parenti delle vittime della strage di Bologna, tentando di far passare il messaggio che il governo non ha partecipato alla commemorazione del trentennale per colpa delle contestazioni gratuite che le associazioni sarebbero solite rivolgere, ho presentato un’interrogazione al governo (che potete scaricare e di cui potete leggere il testo in fondo al post) chiedendo quali siano i motivi della sua assenza e se condivida i giudizi espressi da La Russa e Giovanardi.
Conoscendo il governo Berlusconi non pretendo che ci sia almeno uno dei suoi componenti che abbia la dignità e l’onestà intellettuale di prendere le distanze dagli insulti dei colleghi, ma mi auguro che almeno possa arrivare in tempi solleciti una risposta ufficiale che avrà comunque il merito di chiarire i motivi che hanno portato il governo ad essere assente per la prima volta in trenta anni.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Premesso che;
per sapere:

il 2 agosto 1980 nella stazione ferroviaria di Bologna si verificò, a seguito di un vile attentato terroristico, una delle più gravi stragi della storia italiana nella quale persero la vita 85 persone ed altre 200 rimasero ferite;

Il 2 agosto 2010 si è svolta la commemorazione del trentennale della strage, alla quale per la prima volta in trenta anni il governo non ha inviato alcun ministro, viceministro o sottosegretario di stato, affidando la propria rappresentanza al prefetto della città di Bologna dott. Angelo Tranfaglia;

Il ministro della Difesa on. Ignazio La Russa, come riportato dall’edizione di Bologna del giornale la Repubblica del primo agosto 2010 ha motivato l’assenza del governo alla commemorazione del trentennale con le seguenti parole “Cos’è successo gli altri anni? I Ministri li avete fischiati. E allora avete già la risposta al perché non viene nessuno questa volta;

Stessa motivazione in merito all’assenza del governo esprime il sottosegretario di stato on. Carlo Giovanardi in una dichiarazione pubblicata dall’agenzia Ansa del 2 agosto affermando “ Ogni anno a Bologna si è riproposto il triste spettacolo di una piazza che invece di ricordo e dolore ha espresso odio e livore per coloro che ritiene avversari politici. La strage, che colpì cittadini inermi di tutte le età e di tutti i partiti, si dai funerali del 6 agosto, a cui partecipai come neo eletto consigliere regionale dell’Emilia Romagna, fu strumentalizzata per creare una bolgia di insulti e sputi nei confronti del governo si allora. Bene ha fatto quest’anno il governo a non partecipare ad un rito che per troppi non è un momento di ricordo e commemorazione delle vittime di quella tragedia”;

Poiché il governo non ha motivato ufficialmente il mancato invio di un suo rappresentante, ed essendo quelle di cui sopra le uniche dichiarazioni rilasciate da membri del governo, si può ritenere legittimamente, a giudizio dell’interrogante, che quella espressa dal Ministro La Russa e dal sottosegretario Giovanardi sia la posizione ufficiale del governo, ovvero che la sua assenza alla commemorazione del trentennale sia da ascriversi ad un comportamento eccessivamente polemico nei confronti dell’esecutivo tenuto dai rappresentanti delle associazioni dei parenti delle vittime nelle precedenti ricorrenze;

Quali siano le motivazioni ufficiali in base alle quali il governo ha ritenuto di non inviare nessun ministro, vice ministro o sottosegretario di stato alle commemorazioni del trentennale della strage di Bologna.

On. Silvana Mura

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Diciamolo forte e chiaro. Berlusconi ha preteso le dimissioni di Brancher perché era molto forte la paura che il governo sarebbe stato battuto sulla mozione di sfiducia individuale che l’Italia dei Valori ha fortemente voluto. Se la mozione non fosse stata presentata Brancher sarebbe ancora saldo sulla sua poltrona del Ministro dell’nulla.
Se la prima considerazione che si deve trarre dalla vicenda riguarda la ormai manifesta debolezza di un governo che sta arrancando.
La seconda è che chi, come l’Udc e Casini, hanno criticato l’iniziativa voluta dall’Idv di presentare una mozione di sfiducia nei confronti di Aldo Brancher, perché in questo modo si ricompattava la maggioranza, ha avuto torto marcio.
L’Idv ha avuto ragione perché con la mozione ha drammatizzato le divisioni interne al Pdl, mettendo i finiani con le spalle al muro.
La costituzione e i regolamenti parlamentari mettono a disposizione tutta una serie di strumenti che l’opposizione, quella vera, ha il dovere di utilizzare. Questo è l’unico modo che consente di mettere in difficoltà il governo, non certo la politica delle pacche sulle spalle e delle astensioni su leggi fondamentali che tanto piace all’Udc.
Caro PierFurbi, oggi che grazie all’Idv il governo ha subito una dura sconfitta, chi è che al di là delle dichiarazioni di facciata è la migliore stampella del governo Berlusconi, l’Idv o l’Udc?

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A Bologna noi dell’Italia dei valori abbiamo gia’ invitato il Pd a chiarire la propria posizione sulle primarie e sul candidato sindaco. L’auspicio, a questo punto, e’ che tale richiesta non debba pervenire anche per conoscere la reale posizione del Pd nei confronti dell’Udc e dell’Italia dei valori.
Il Pd puo’ guardarsi intorno quanto vuole ma sarebbe opportuno che si preoccupasse della nostra reazione prima ancora di quella della sinistra. Ancora meglio se qualcuno del Pd battesse un colpo in questo senso.
E’ gia’ accaduto in passato che il Pd guardasse all’Udc rischiando di perdere il principale alleato, ovvero l’Italia dei valori: si tratta di un rischio che sembra non interessare troppo il Partito democratico considerata la strana comunella fatta con i casiniani a Montecitorio contro l’ostruzionismo messo in atto dall’Idv.
Un atto dovuto, il nostro per contrastare un provvedimento del Governo assolutamente inaccettabile, teso a colpire la cultura e i lavoratori del settore lirico-sinfonico.

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Credits Raffaele Brogna