Logo

TAG | dimissioni

In tre anni i fondi a disposizione delle famiglie sono passati da 300 a 25 milioni di euro. La decurtazione ammonta a più del 90% e a queste condizioni il dipartimento per le politiche della famiglia presso la presidenza del consiglio non solo non è in grado di funzionare, ma non può neppure pagare le spese più minute.

La denuncia non arriva dal solito esponente dell’opposizione che si è preso la briga di andare a spulciare i bilanci dello stato e ha fatto di conto tenendo presente anche gli ultimi provvedimenti economici adottati dal governo.

A dichiarare il default delle politiche della famiglia è lo stesso sottosegretario a cui il governo ha concesso la delega per attuarle. Stiamo parlando di Carlo Giovanardi che per dare più peso alla sua denuncia si è portato dietro il capo del suo dipartimento che ha confermato i numeri.

Il quadro che emerge è dunque quello di un governo che è sempre pronto ad occuparsi della famiglia solo a parole, ma la massacra nel momento di passare ai fatti, anzi sarebbe più opportuno dire nel non passare ai fatti, visto che in tre anni nulla è stato fatto.

Berlusconi per il momento tace. Ma questo silenzio è assolutamente inaccettabile di fronte all’ammissione di un fallimento tanto clamoroso. Comprendiamo che il premier sia in difficoltà perché almeno per questa volta non potrà dare la colpa all’opposizione, alla stampa o magari agli alieni, ma almeno una parola deve dirla.

· · · ·

Diciamolo forte e chiaro. Berlusconi ha preteso le dimissioni di Brancher perché era molto forte la paura che il governo sarebbe stato battuto sulla mozione di sfiducia individuale che l’Italia dei Valori ha fortemente voluto. Se la mozione non fosse stata presentata Brancher sarebbe ancora saldo sulla sua poltrona del Ministro dell’nulla.
Se la prima considerazione che si deve trarre dalla vicenda riguarda la ormai manifesta debolezza di un governo che sta arrancando.
La seconda è che chi, come l’Udc e Casini, hanno criticato l’iniziativa voluta dall’Idv di presentare una mozione di sfiducia nei confronti di Aldo Brancher, perché in questo modo si ricompattava la maggioranza, ha avuto torto marcio.
L’Idv ha avuto ragione perché con la mozione ha drammatizzato le divisioni interne al Pdl, mettendo i finiani con le spalle al muro.
La costituzione e i regolamenti parlamentari mettono a disposizione tutta una serie di strumenti che l’opposizione, quella vera, ha il dovere di utilizzare. Questo è l’unico modo che consente di mettere in difficoltà il governo, non certo la politica delle pacche sulle spalle e delle astensioni su leggi fondamentali che tanto piace all’Udc.
Caro PierFurbi, oggi che grazie all’Idv il governo ha subito una dura sconfitta, chi è che al di là delle dichiarazioni di facciata è la migliore stampella del governo Berlusconi, l’Idv o l’Udc?

· · ·

Credits Raffaele Brogna

Featuring YD Feedwordpress Content Filter Plugin