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Oggi dalle pagine di Repubblica il segretario della Cgil bolognese, Danilo Gruppi, lancia un allarme importante e di cui la politica deve tenere conto: non si puo’ giocare con le figurine mentre la crisi produce i suoi effetti devastanti in citta’ e nel resto della regione, perche’ altrimenti la gente giustamente non capisce e si indigna.
Si parla di due date: la prima e’ quella del 5 dicembre, indicato come possibile giorno in cui svolgere le primarie per il comune di Bologna, l’altra e’ quella indicata dalla Cgil e individua nel mese di dicembre il momento in cui circa 7.000 lavoratori a Bologna non avranno piu’ la cassa integrazione. Credo di dire un’ovvieta’ nell’affermare che la seconda scadenza e’ di gran lunga piu’ importante della prima e che non si puo’ correre il rischio di arrivare alle primarie senza aver messo in campo ricette chiare con cui si vuole rilanciare la citta’ e dare adeguato sostegno ai cittadini in difficolta’.

L‘Italia dei Valori ribadisce l’invito a tutte le forze del centro sinistra a mettersi quanto prima intorno ad un tavolo per ragionare e mettere nero su bianco il programma con il quale si vuole amministrare Bologna per i prossimi 5 anni.

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Venerdì 25 giugno l’Italia dei valori è scesa in varie piazze d’Italia, tra cui Bologna, insieme ai lavoratori per lo sciopero generale proclamato dalla CGIL contro le scelte politiche del governo e per cambiare una manovra sbagliata e ingiusta, la monovra “lacrime e sangue” del Ministro Tremonti. L’IdV ha già presentato la sua “contromanovra”. Abbiamo dato prova a questo Esecutivo che è possibile recuperare, in due anni, molto più di 24 miliardi di euro. Ed è possibile farlo senza vessare ulteriormente i cittadini comuni, gli impiegati da 1000/1200 euro al mese, gli insegnanti, i precari, i cassintegrati. E’ possibile recuperare fondi, chiedendo il conto agli evasori, qualche sacrificio a chi ha redditi medio-alti, e soprattutto eliminando gli sprechi. E’ possibile farlo subito, ma questo Governo non può. Non può, perché sta al potere grazie al sostegno delle lobby e delle cricche. Perché la forza elettorale del centrodestra nasce e cresce nelle stanze buie degli affaristi. E non certo dalla voglia di cambiare e di affrontare i problemi reali del Paese.

Visita anche il sito nazionale www.idvlavoro.it

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Credits Raffaele Brogna

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