Durante la campagna elettorale tutti le volevano abolire, oggi che gli viene data la possibilità di farlo, quasi tutti hanno cambiato idea.
Stiamo parlando delle Province. Quegli enti intermedi tra regione e comune che hanno poche funzioni e neppure ben definite, ma che in compenso costano agli italiani tra i 10 e i 13 miliardi di euro l’anno, pari al 2% dell’intero bilancio statale.
L’Italia dei Valori, che è abituata a mantenere le promesse fatte ai propri elettori, ha presentato una proposta di legge di riforma costituzionale che abolisce le province. Proposta che oggi è all’esame della Camera.
Pdl e PD, invece, si sono rimangiati la parola data ed oggi insieme alla Lega la respingeranno. Le motivazioni con cui lo fanno sono davvero ridicole. Poiché non hanno il coraggio di dire apertamente che vogliono mantenere in vita un ente inutile come la provincia, affermano che le province vanno abolite ma non ora, non è questo il momento giusto.
Ma se una grave crisi economica come quella attuale non è il momento giusto per tagliare i costi della politica, quando mai arriverà questo fatidico momento giusto?
La cosa che fa ancora più arrabbiare è che, mentre Pd e Pdl mantengono in vita le province, stanno per approvare, chiaramente sempre insieme, l’introduzione di uno sbarramento al 4% nelle leggi elettorali di Regioni, Province e Comuni.
Che significa? Che al Pdl e al Pd non frega nulla di ridurre davvero i costi della politica, quello che davvero gli interessa è trovare sempre più poltrone dove ricollocare quell’esercito di personale politico che hanno abbondantemente in soprannumero.




