Solo l’IDV ha mantenuto la parola sulle Province

ottobre 13th, 2009

Durante la campagna elettorale tutti le volevano abolire, oggi che gli viene data la possibilità di farlo, quasi tutti hanno cambiato idea.

Stiamo parlando delle Province. Quegli enti intermedi tra regione e comune che hanno poche funzioni e neppure ben definite, ma che in compenso costano agli italiani tra i 10 e i 13 miliardi di euro l’anno, pari al 2% dell’intero bilancio statale.

L’Italia dei Valori, che è abituata a mantenere le promesse fatte ai propri elettori, ha presentato una proposta di legge di riforma costituzionale che abolisce le province. Proposta che oggi è all’esame della Camera.

Pdl e PD, invece, si sono rimangiati la parola data ed oggi insieme alla Lega la respingeranno. Le motivazioni con cui lo fanno sono davvero ridicole. Poiché non hanno il coraggio di dire apertamente che vogliono mantenere in vita un ente inutile come la provincia, affermano che le province vanno abolite ma non ora, non è questo il momento giusto.

Ma se una grave crisi economica come quella attuale non è il momento giusto per tagliare i costi della politica, quando mai arriverà questo fatidico momento giusto?

La cosa che fa ancora più arrabbiare è che, mentre Pd e Pdl mantengono in vita le province, stanno per approvare, chiaramente sempre insieme, l’introduzione di uno sbarramento al 4% nelle leggi elettorali di Regioni, Province e Comuni.

Che significa? Che al Pdl e al Pd non frega nulla di ridurre davvero i costi della politica, quello che davvero gli interessa è trovare sempre più poltrone dove ricollocare quell’esercito di personale politico che hanno abbondantemente in soprannumero.

Una legge seria per sconfiggere l’omofobia

ottobre 12th, 2009

A Roma in pieno centro storico, a due passi dalla casa del premier, domenica 11 ottobre si è verificata una nuova, violenta aggressione ai danni di una coppia Gay.

Usciti da una mostra che si svolgeva nella centralissima e affollatissima Piazza Venezia i due dopo pochi metri sono stati prima insultati e poi aggrediti da diversi giovani in motorino.

Gli aggressori, tutti giovanissimi, hanno prima urlato slogan fascisti quindi sono passati alle botte. Il tutto si è verificato in pieno giorno intorno alle 13,30.

Questo nuovo atto di violenza e la dinamica con cui si è svolto dimostrano, se ce ne fosse il bisogno, quanto sia pericoloso il fenomeno dell’omofobia. Un fenomeno che si alimenta di odio, ma soprattutto dell’indifferenza e, in alcuni casi del velato consenso.

Per sconfiggerlo serve una legge dura che introduca un vero e proprio reato di omofobia. Questa è l’impostazione per la quale si è battuta l’Italia dei Valori in commissione, impostazione che non è stata accolta, dal momento che maggioranza e opposizione hanno preferito accordarsi su una soluzione che non serve a nulla.

La legge che va oggi in aula alla camera considera l’aggressione omofobica come una semplice aggravante di un reato. In parole povere significa che questa legge non risolverà alcun problema.

Per questo noi oggi ci batteremo con forza e fino in fondo, per fare in modo di migliorare una legge che nella versione attuale è una foglia di fico.

Molti, in buona fede, credono che una legge come quella sull’omofobia, anche se molto blanda, sia importante perché rappresenta comunque un primo passo in settore dove fino ad oggi non si è fatto nulla.

Purtroppo però non è così. Questa legge è un tentativo di lavarsi la coscienza e sarà la porta blindata dietro alla quale sarà confinata la questione dell’omofobia per molti anni.

Tre motivi per cambiare la legge sul testamento biologico

agosto 31st, 2009

La fine della vita è un tema estremamente delicato che riguarda ogni essere umano e con il quale ogni essere umano si rapporta in maniera assolutamente personale e originale.

Proprio per questo è necessario evitare di approvare una legge sul testamento biologico che trasformi in norma, e quindi imponga a tutti i cittadini, principi etici e morali che, per quanto rispettabili, sono propri solo di una parte della popolazione.
La Camera dei Deputati dovrà modificare il testo approvato dal Senato per tre semplici motivi.

Il primo e il più importante sta nel fatto che se dovesse passare così com’è, non ci sarebbe alcuna legge sul testamento biologico, ma si tratterebbe di una legge truffa che non consentirebbe ad una persona di decidere come e quando dire basta alle cure mediche. Infatti l’art. 3 al comma 5 afferma che l’alimentazione e l’idratazione artificiale sono da considerarsi forme di sostegno vitale e non possono mai essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento (testamento biologico).

Che senso ha approvare una legge che non consente al paziente di stabilire quando dovrà essere interrotto ogni trattamento che lo tiene in vita artificialmente quando si troverà in stato di incoscienza?
Non solo non avrebbe nessun senso, ma darebbe vita ad un paradosso inaccettabile creando una disparità tra il malato cosciente e quello in stato di incoscienza, ovvero tra il soggetto più forte e quello più debole.

Come riconosciuto dal Comitato nazionale di Bioetica nel 2008, al paziente cosciente viene riconosciuto il diritto di rifiutare anche cure vitali. Lo stesso diritto, invece sarebbe negato dalla legge attuale, alla persona in stato vegetativo anche quando questa ha lasciato una precisa indicazione delle sue volontà.

Il secondo motivo per cui è necessario modificare questa legge lo si deve alla tempistica del tutto particolare nella quale fu approvata dal Senato.

L’esame iniziò immediatamente a ridosso della morte di Eluana Englaro e di quella drammatica vicenda, ma soprattutto delle roventi polemiche che ha prodotto il dibattito, ha risentito pesantemente e ne è stato influenzato ad iniziare dalla velocità con cui si è arrivati all’approvazione del testo, durata meno di un mese.

Si tratta, dunque di una legge che potremmo definire drogata dalla vicenda della povera Eluana, divenuta suo malgrado un feticcio per opposte fazioni di estremisti. Oggi invece le condizioni sono completamente diverse e c’è la possibilità di dar vita ad un esame davvero sereno e libero da imposizioni ideologiche.

Il terzo motivo riguarda infine la stessa dignità della Camera dei Deputati. Sarebbe grave, infatti, se alla Camera fosse impedito di esaminare con scienza e coscienza una legge delicata come quella sul testamento biologico, e di apportare tutte le modifiche che si riterranno necessarie.

Quando si discute di temi che toccano direttamente la vita e i diritti dei cittadini, non si debbono sventolare bandiere ideologiche, ma ci si dovrebbe preoccupare di garantire ad ogni persona la massima libertà di scelta.
Spero davvero che almeno questa volta la politica lo capisca.

La politica dell’aumma aumma

luglio 1st, 2009

Oggi il Corriere della Sera ha riportato la notizia relativa al fatto che il governo vuole trasferire il personale che si occupa dei voli di stato alle dipendenze dei servizi di intelligence. Più precisamente alle dipendenze dirette del servizio segreto militare.

Significa una cosa molto semplice: sull’uso degli aerei blu cadrà la più totale oscurità in dispregio ad ogni elementare regola di trasparenza.

Fino ad oggi era possibile chiedere conto dell’utilizzo fatto degli aerei di stato da parte di un ministro, del premier o di una carica istituzionale. Poteva farlo un parlamentare con un’interrogazione. Lo poteva fare la magistratura con una semplice richiesta. Potevano farlo gli organi di stampa dando conto con articoli e foto di eventuali inappropriati usi.

Se la gestione passerà ai servizi segreti non sarà più così. Perché su tutto quello che attiene l’intelligence si può apporre il segreto di stato per motivi di sicurezza.

E’ giusto che membri di governo e alte cariche istituzionali possano usufruire di voli di stato sia per motivi di sicurezza, sia per la necessità di garantire un servizio veloce imposto dalla necessità di assolvere ad impegni di governo. Ma questo servizio deve poter essere controllato, altrimenti è forte il rischio che si verifichino abusi.

Non vorremmo che anche per i voli di stato il Presidente del consiglio usi lo stesso metro utilizzato con le intercettazioni. In quel caso Silvio Berlusconi è stato messo in forte imbarazzo personale a causa della pubblicazione di una serie di intercettazioni e per evitare che il fatto si ripetesse ha impedito per legge l’utilizzo di un fondamentale strumento di indagine e la pubblicazione di ogni notizia attinente alle inchieste giudiziare.

Ora, dopo che un giornale ha dimostrato l’uso improprio che il presidente del Consiglio ha fatto degli aerei di stato, messi a disposizioni di cantanti e ballerine che lo avrebbero dovuto allietare nelle sue feste, anche sui voli di stato cala il segreto più totale.

Questi sono i tipici esempi della politica dell’ aumma aumma che piace tanto alla casta, ma offende i cittadini.

Vizi privati, pericolo pubblico?

giugno 18th, 2009

L’ennesima vicenda che vede come protagonista Silvio Berlusconi, al di là dei suoi risvolti privati e dei giudizi morali, suscita seria preoccupazione per motivi ben più seri come la sicurezza dello stato.

Se, a quanto abbiamo letto sui giornali, una donna qualsiasi è riuscita ad introdurre nella residenza del Presidente del Consiglio un registratore, con cui ne avrebbe registrato le conversazioni, e addirittura avrebbe scattato foto e filmati, gli Italiani quale sicurezza possono avere che tra le tante ragazze che sembrerebbero frequentare le case del premier non vi sia mai stata qualche infiltrata di qualche organizzazione spionistica o criminale?

Chi può assicurare gli Italiani che in una delle tante feste il presidente del consiglio non si sia lasciato carpire qualche informazione sensibile?

In poche parole chi ci assicura che, quello che a prima vista potrebbe essere uno stile di vita privato, sul quale ognuno da il giudizio che vuole, non rischia di compromettere o forse ha già compromesso la sicurezza del nostro stato, l’autonomia politica del nostro governo e del Presidente del consiglio?