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		<title>IL MIO INTERVENTO SU DL SALVA BANCHE</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 15:40:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi sono intervenuta alla Camera sul Decreto salva banche, ovvero il provvedimento che rimette le commissioni sui prodotti di credito, eliminati in occasione del decreto sulle liberalizzazioni. Questo è quello che ho detto: Si dice solitamente che il buon giorno si vede dal mattino, e questo detto popolare mai è stato tanto appropriato come nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/banche.gif"><img class="size-full wp-image-3067  aligncenter" title="banche" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/banche.gif" alt="" width="490" height="271" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi sono intervenuta alla Camera sul Decreto salva banche, ovvero il provvedimento che rimette le commissioni sui prodotti di credito, eliminati in occasione del decreto sulle liberalizzazioni. Questo è quello che ho detto:</p>
<p style="text-align: justify;">Si dice solitamente che il buon giorno si vede dal mattino, e questo detto popolare mai è stato tanto appropriato come nel caso del decreto in esame.Non so se qualche collega si è preso la briga di leggersi il titolo ufficiale del provvedimento.Chi lo ha fatto ha potuto constatare che, alla faccia della semplificazione normativa, dopo aver letto un quarto d’ora date e rimandi, alla fine non ha capito niente del contenuto del testo.Faccio riferimento alla rubrica del decreto non per forma ma per sostanza, perché in 5 righe non ricorre neppure una volta  la parola banche.Qui i tecnicismi e le formalità normative non c’entrano, c’entra invece il grande imbarazzo del governo e di chi approverà il decreto, che nasce dalla consapevolezza di aver varato in fretta e furia un provvedimento imposto dalle banche, ovvero quei poteri forti dei quali il presidente del consiglio non vuole sentire parlare, ma che continua a compiacere con gli atti di questo governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il decreto che stiamo esaminando oggi non è altro che un provvedimento salva banche perché nasce dall’esigenza di porre immediatamente riparo ad una norma che era stata approvata per errore, e che proprio per questo era riuscita ad imporre qualche sacrificio ai pochi che nel nostro paese non ne hanno fatti fino ad ora. Le banche.Italia dei Valori è contraria a questo decreto e, pur con i limitati numeri di cui dispone, si opporrà con forza per evitare che venga approvato nella forma attuale.Non ostante i pochi commi di cui si compone questo decreto i motivi di dissenso nel merito sono molti, e di questo va dato atto al governo di essere riuscito a compiere un vero capolavoro di insipienza normativa, inserendo norme tanto pessime in uno spazio così limitato.Un altro piccolo record che debbo riconoscere al governo è quello di aver dato vita ad un omnibus legislativo Bonsai, mettendo insieme in due articoli tre questioni tra loro sostanzialmente e materialmente diverse. </p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3066"></span>Oltre ad intervenire in materia di banche, infatti, il decreto al comma 2 bis interviene sull’elezione da parte di Camera e Senato niente meno che  dei componenti del consiglio dell’Autorità Garante per le comunicazioni.Ci sarebbe stato anche un terzo argomento, se grazie ad un emende manto dell’Italia dei Valori al senato, non fosse stata abrogata quella norma, scandalosa, che ne approfittava per fare un bel regalo alle pensioni dei manager pubblici, scudandole dall’effetto che avrebbe avuto su di esse il nuovo tetto salariale che è stato imposto.Norma che il governo ha avuto anche la faccia tosta di ipotizzare di ripresentare alla Camera. Ipotesi poi sfumata perché i gruppi anche di maggioranza non se la sono sentita di irridere a tal punto i milioni e milioni di cittadini italiani che stanno facendo sacrifici ogni giorno, né quei giovani che quando andranno in pensione avranno una cifra che è la metà di quella percepita oggi dai loro padri.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi scuso colleghi se parto dalla coda, ma la presenza della norma sull’agcom ha un’importanza fondamentale per chi non condivide questo provvedimento.La presenza del comma 2-bis rende a mio avviso incostituzionale il provvedimento, a maggior ragione perché è figlio di un emendamento inserito in corsa al Senato.Il Presidente della Repubblica che autorevolmente vigila sulla costituzione, accompagna e indica la strada da seguire al governo, e giustamente richiama quotidianamente il parlamento a fare quelle riforme costituzionali a lungo promesse, in data 23 febbraio ha inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato, nonché al presidente Monti.In quella missiva, inviata in occasione del decreto Mille proroghe, il capo dello stato alla luce di una  recente sentenza della Corte Costituzionale richiamò il parlamento a porre fine al malvezzo di inserire nei decreti legge norme eterogenee e che non avevano attinenza con il provvedimento in esame, perché passibili di incostituzionalità.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi mesi la lettera del Presidente Napolitano è stata richiamata più volte, sia in commissione che in aula, per dichiarare l’inammissibilità di numerosi emendamenti dell’opposizione di gran lunga più attinenti ai vari decreti di quanto non sia il comma 2-bis.Conoscendo il rigore del Capo dello Stato, che forse si è preso una pausa solo in occasione della promulgazione del decreto liberalizzazioni senza le adeguate coperture finanziarie, non c’è dubbio che se dovesse permanere il testo attuale non potrebbe firmare il decreto in esame.Non mi venite a dire che basti il fatto che nella rubrica del decreto sia citato il decreto salva italia per sanare ogni eventuale eterogeneità di materia, perché il riferimento è talmente generico che in questo decreto allora sarebbe potuto entrare di tutto, purché attinente al testo del decreto salva Italia.Visto che ne stiamo parlando, a questo punto approfitto anche per dire due parole nel merito della norma che riguarda l’Agcom, prima di passare al cuore del provvedimento che invece riguarda le banche.Ebbene visto che il governo ha giustamente ridotto della metà il numero dei componenti del consiglio dell’autorità, ma come sovente gli capita si è dimenticato di modificare le altre norme relative alla modalità di elezione degli stessi, si è reso necessario intervenire per effettuare il necessario coordinamento normativo, stabilendo che la Camera e il Senato eleggeranno due consiglieri a testa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma a questo punto perché fermarsi qui, già che ci siamo, perché non prevedere una diversa modalità di elezione dei compenti dell’Agcom, dal momento che questo decreto lo avrebbe consentito.Tra non molto, al massimo nella primavera del 2013 andremo ad elezioni, ed il ruolo dell’Agcom, che dovrà monitorare e garantire  il rispetto delle norme in materia di comunicazione diverrà fondamentale per il rispetto della par condicio e dell’accesso ai mezzi di informazione da parte delle forze politiche in campo.Ridurre i componenti delle Autorità garanti ha un grande pregio, che è quello di consentire un risparmio. Ed è per questo che noi siamo sempre stati favorevoli ad una drastica riduzione del numero di questi incarichi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la riduzione comporta anche una controindicazione, in particolare se i meccanismi di nomina rimangono invariati.Tale effetto indesiderato è che si riduce la rappresentanza all’interno dell’organo.Colleghi parliamo chiaro, il rischio al quale ci troviamo di fronte è che i partiti più grandi si spartiscano due consiglieri a testa, e questo rischia di inficiare, con gravi danni per la democrazia, il lavoro che svolgerà nei prossimi mesi quella che dovrebbe essere l’autorità garante per le comunicazioni.E’ per questo che la riduzione del numero dei consiglieri, doveva essere accompagnata da nuovi criteri di nomina, i quali dovevano essere svincolati dalla politica.Chiaramente per questo, come accaduto pure per la Rai, al di la delle promesse del presidente del consiglio che ormai lasciano il tempo che trovano, non c’è stato né il tempo, ma soprattutto non c’è stata la volontà del governo,  né delle forze politiche che lo sostengono.Ma veniamo finalmente al core buisiness del provvedimento, che riguarda le banche.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno in quest’aula magari si starà domandando perché la solita Italia dei Valori ha deciso di mettersi a fare il quarantotto su un decreto di poche righe, che non ha altra finalità tecnica che quella di rimediare ad un errore commesso in un precedente provvedimento.Qualcuno magari sghignazza e si da di gomito sorridendo sul fatto che il gruppo dell’Italia dei Valori è talmente sconclusionato nella sua azione parlamentare da non aver capito che, pur essendo all’opposizione, sta facendo addirittura ostruzionismo su un provvedimento che politico non è, ma ridà a Cesare, quel che era stato tolto a Cesare.Il problema non è affatto così, cari colleghi e sventurato rappresentante del governo.I motivi per opporsi a questo decreto con gli strumenti che il regolamento ci mette a disposizione, non sono uno, non sono dieci, ma sono molti. Alcuni dei quali meritano di essere elencati.Il primo riguarda il rimpallo durato giorni tra maggioranza e governo in merito a chi spettasse prendere l’iniziativa per riparare al danno prodotto con il decreto liberalizzazioni.Il governo diceva alla maggioranza il pasticcio l’ha fatto il parlamento quindi spetta a voi porre rimedio.La maggioranza rispondeva al governo che invece era lui a doversi muovere per evidenti ragioni di opportunità politica legate al consenso.Quindi il dibattito si è spostato sul tipo di strumento normativo. Prima un emendamento allo stesso Dl liberalizzazioni. Poi, visto che non si voleva tornare al Senato, a qualche genio è venuta l’idea di infilare un emendamento nel Dl semplificazioni.Quindi si è passati a discutere di un provvedimento ad hoc. Alla fine si è fatta la solita cosa all’Italiana con il governo che ha varato questo decreto, ma solo a seguito di un atto di indirizzo, che nella comune prassi parlamentare è carta straccia, approvato dal parlamento.Ma perché questa ricostruzione? Perché mette in evidenza come nessuno, neppure il governo dei tecnici, si volesse assumere la responsabilità di varare un provvedimento del quale evidentemente ci si vergognava perché c’era la consapevolezza di essere nel torto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma Caro Governo e cara maggioranza, se voi vi vergognavate di questo provvedimento al punto di litigare in merito a chi se lo dovesse intestare, ma perché noi dell’Italia dei Valori che siamo all’opposizione del governo dovremmo stare zitti e buoni limitandoci a schiacciare il pulsante del no tre o quattro volte e festa finita.Avete voluto affrontare la questione banche addirittura con un provvedimento di urgenza?Ottimo, e allora parliamone in maniera approfondita di banche. Visto che il parlamento è accusato di non funzionare, utilizziamo a pieno i nostri poteri di legislatori ed affrontiamo a 360 gradi il tema del credito in Italia.Cerchiamo di capire cosa non funziona e magari, come abbiamo fatto noi presentiamo anche delle proposte per modificare gli attuali difetti.C’è già il presidente Monti che fa il ragioniere scrupoloso, noi che siamo politici affrontiamo politicamente il tema banche, invece di farlo in ginocchio e con tante scuse come ci chiede il governo.Anche perché cari colleghi noi oggi giochiamo un derby all’ultimo sangue, la finale per decidere chi è il più odiato dagli italiani tra la politica e le banche.</p>
<p style="text-align: justify;">In queste settimane si è ripetuto allo sfinimento che alle banche era stato fatto, seppure per sbaglio, un torto togliendo le commissioni su tutte le aperture di credito. Errore che andava sanato.Premesso che pure su questo ci sarebbe da discutere, ma diamo per scontato che sia così.Il problema è un altro. Se gli errori giustamente vanno sanati, allora c’è un errore molto più grave e che è stato commesso prima con il decreto salva Italia.Si tratta dell’errore che ha accompagnato la riforma delle pensioni del Ministro Fornero, la quale si è dimenticata un numero impreciso di esodati.Anche loro da tempo stanno chiedendo al governo di riparare la situazione drammatica in cui sono stati gettati, ovvero senza lavoro e senza pensione per quattro o cinque anni. Ma non mi sembra che il governo, né il parlamento si siano precipitati a correggere quel danno enorme. Anzi, ancora oggi il governo continua a giocare a carte truccate sul numero degli esodati. Già che ci sono ne approfitto per rivolgere una domanda al Ministro Fornero in modo che rimanga agli atti. Il Corriere della Sera ha scritto dell’esistenza di una relazione tecnica da tempo in possesso del governo, nella quale si attesterebbe che gli esodati non sono 65 mila, bensi 200.000. Relazione mai resa pubblica. Signor Ministro e a questo punto Presidente Monti, a voi che oggi ci chiedete di rimettere le commissioni tolte alle banche chiedo, è vero quello che ha scritto il corriere della Sera? E’ vero che esiste questo documento e che gli esodati sono 200.000? Ma oltre a questo che è umanamente il problema più stringente, molti altri ce ne sono da affrontare in via prioritaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Le elezioni Greche stanno portando Atene fuori dall’euro a passi veloci. La sconfitta della vestale tedesca del rigore miope ha contribuito a mandare in fibrillazione i mercati.La spagna trema, e con essa il Portogallo, il nostro Spread è tornato a schizzare come un tappo di champagne. Visto che la tempesta sembra nuovamente valicare le Alpi, il governo ne ha di cose da fare, ad iniziare da quella spending review per la quale attendiamo tutti le ricette del super consulente Bondi.Il premier Monti che giustamente ha sollecitato i partiti a fare quelle riforme che lui e la sua maggioranza sanno essere ormai fuori tempo massimo, dovrebbe pensare a fare almeno decentemente il suo lavoro, prima di occuparsi per motivi di propaganda di cose che a lui non competono.Se il premier Monti, in un momento in cui tutti in italia, le famiglie, i cittadini, le imprese, fanno grandi sacrifici, ritiene che ridare le commissioni alla banche sia un’urgenza, è una prova ulteriore che ha perso lucidità.C’è lo ricordiamo tutti come l’Abi ha preso cappello per il taglio delle commissioni ed ha ringhiato con prepotenza contro il governo per rimettere a posto le cose.Quelle dimissioni non sono state una semplice manifestazione di dissenso, ma sono state un’arma contundente lanciata con violenza e rabbia di chi non è abituato a tollerare sgarbi, verso le finestre di palazzo Chigi.Signor presidente del consiglio quello che oggi esaminiamo non è un decreto, ma è un osso che il cane riporta docilmente al padrone che ha fischiato e fatto vedere il guinzaglio in segno di minaccia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul conto a zero costi per l’accredito delle pensioni si è intervenuti successivamente per dilazionarne l’applicazione al fine di rendere più chiara l’applicazione. Sul prelievo straordinario sui capitali scudati si è intervenuti più volte per dilazionarne l’applicazione, che oggi è prevista per luglio.Sulle banche si interviene invece per ridare immediatamente quel poco che era stato eliminato e questo è ingiusto e inaccettabile. Occupiamoci di risolvere il problema del credito che le banche non erogano a chi fa impresa e a chi propone idee. Poniamoci il problema del perché le nostre banche praticano i tassi di interesse più alti d’europa. Andiamo a vedere che fine hanno fatto i 268 miliardi Erogati dalla Bce alle banche Italiane. Questi, caro presidente Monti, sono i problemi da aggredire, questa è la corda che strozza la crescita in Italia. Le norme che sono state inserite nel decreto e che a prima vista potrebbero sembrare vantaggiose per i cittadini ancora una volta sono finte e inapplicabili.Non siamo noi i più fieri censori del governo, ma i funzionari del servizio studi della Camera, che ringrazio per la loro professionalità correttezza ed equilibrio, che ad ogni provvedimento sottolineano con largo anticipo le lacune che poi funestano l’applicazione delle norme. Se qualcuno ha letto il dossier di questo provvedimento, si accorgerà che la norma sul massimo scoperto rischia di essere fittizia, perché si parla di conti correnti intestati a famiglie consumatrici, che allo stato non esistono. Non c’è un conto intestato ad una famiglia, e men che meno ad una famiglia consumatrice, questo significa che le banche continueranno a bastonare appena hai 10 euro di rosso sul conto. L’Osservatorio sul credito di per se è un organo che nasce inutile, la norma che vuole poi coinvolgere le associazioni dei consumatori è talmente generica da essere difficilmente applicabile. Questi sono i motivi per i quali ci opponiamo a questo decreto e per i quali voteremo contro.</p>
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		<title>DEPOSITATA LA PROPOSTA POPOLARE PER ELIMINARE I RIMBORSI</title>
		<link>http://www.silvanamura.it/2012/05/14/depositata-la-proposta-popolare-per-eliminare-i-rimborsi/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 13:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina abbiamo depositato presso la Camera dei Deputati 200 mila firme a sostegno della proposta di iniziativa popolare che prevede la completa abrogazione dei rimborsi elettorali. Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto, perché ci crediamo e soprattutto perché idv mantiene le promesse fatte ai cittadini.  E’ stato un mezzo miracolo, perché le 200 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/idv-piazza.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3063" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/idv-piazza.jpg" alt="" width="460" height="344" /></a></p>
<p>Questa mattina abbiamo depositato presso la Camera dei Deputati 200 mila firme a sostegno della proposta di iniziativa popolare che prevede la completa abrogazione dei rimborsi elettorali. Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto, perché ci crediamo e soprattutto perché idv mantiene le promesse fatte ai cittadini.</p>
<p> E’ stato un mezzo miracolo, perché le 200 mila firme depositate le abbiamo raccolte in quattro settimane scarse. Prima di ogni altra considerazione è giusto da parte mia, che sono da anni un dirigente nazionale di questo partito, ringraziare tutta l’organizzazione e la base dei nostri militanti, perché è solo merito loro se siamo riusciti a fare questo se in poco tempo siamo riusciti a depositare un gran numero di firme.</p>
<p> Ora parte l’Iter parlamentare e staremo a vedere se il Parlamento vorrà ignorare anche questa volta la volontà popolare espressa direttamente dalla gente. Le modalità che abbiamo scelto per il deposito materiale delle firme, proprio in questo senso non è stato affatto casuale. Abbiamo voluto depositare le firme a mano, dando vita ad un lungo torpedone umano, nel quale parlamentari, consiglieri regionali, amministratori locali, ma soprattutto tanti militanti, ognuno con la propria scatola ha attraversato via del corso è passato davanti a Palazzo Chigi per arrivare in piazza Montecitorio, per far capire alle istituzioni qual è la volontà popolare in tema di rimborsi elettorali.</p>
<p> Farsi illusioni è certamente inutile, allo stesso tempo, però, era un atto doveroso che abbiamo ritenuto di compiere.</p>
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		<title>FUORI LA VERITA&#8217; DAL GOVERNO SUGLI ESODATI</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo è in possesso da &#8220;tempo&#8221; di una relazione tecnica che documenta il numero degli esodati rimasti ora senza pesnione a seguito della riforma Fornero. Queste persone sono 200.000, dunque ben oltre in 65.000 sempre dichiarati dallo stesso governo. Questo è quanto scrive oggi Enrico Marro in pezzo sulla prima pagina del Corriere. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/Fornero-Monti-riforma-lavoro-2012.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3058" title="Fornero-Monti-riforma-lavoro-2012" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/Fornero-Monti-riforma-lavoro-2012.jpg" alt="" width="527" height="404" /></a></p>
<p>Il governo è in possesso da &#8220;tempo&#8221; di una relazione tecnica che documenta il numero degli esodati rimasti ora senza pesnione a seguito della riforma Fornero. Queste persone sono 200.000, dunque ben oltre in 65.000 sempre dichiarati dallo stesso governo. Questo è quanto scrive oggi Enrico Marro in pezzo sulla prima pagina del Corriere.</p>
<p>La notizia non è di poco conto, anzi mette in grave imbarazzo il governo e gli impone di chiarire al più presto la condotta tenuta sino ad oggi. Per mesi abbiamo assistito ad un rimpallo tra governo ed Inps per accertare quanti fossero gli esodati. Per mesi abbiamo ascoltato il ministro Fornero dichiarare che questi non superavano i 65.000. ma soprattutto abbiamo sentito che il governo non intende adottare alcun provvedimento che tuteli un numero superiore di persone.</p>
<p>Alla luce della rivelazione del Corriere, non smentita, la condotta del governo appare grave anzi gravissima, perchè ha mentito per mesi e continua a farlo sia sul fatto di non conoscere le cifre reali, sia sul fatto che alla fine fossero solo 65.000 le persone lasciate in mezzo ad una strada dalla riforma.</p>
<p>Una condotta degna del peggior governo politico abituato a truccare le carte e le regole del gioco. Un governo tecnico non appena accerta un dato lo rende pubblico e sulla base delle risorse risolve il problema se è possibile.</p>
<p>A questo punto, però, il governo deve chiarire, deve dire se davvero esiste questa relazione tecnica e, se c&#8217;è, spiegare perchè non l&#8217;ha resa pubblica, ma soprattutto il perchè sta abbandonando al loro destino circa 140.000 persone che si sono fidate delle leggi dello stato e poi sono state tradite.</p>
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		<title>Esodati di serie B. La Fornero come in ‘Via col vento’: francamente se ne infischia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Gambassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è un’altra giornata di quelle storiche per i lavoratori e per i loro diritti che sfumano.  Da un lato, infatti, la Cgil è nelle piazze di molti capoluoghi per dare spazio ai precari e alle loro esperienze drammatiche, per lanciare l’ennesimo grido di allarme sul progressivo sfaldamento del tessuto sociale. Dall’altro lato, invece, dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/phpThumb_generated_thumbnail.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3049" title="phpThumb_generated_thumbnail" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/phpThumb_generated_thumbnail.jpeg" alt="" width="540" height="332" /></a>Oggi è un’altra giornata di quelle storiche per i lavoratori e per i loro diritti che sfumano.  Da un lato, infatti, la Cgil è nelle piazze di molti capoluoghi per dare spazio ai precari e alle loro esperienze drammatiche, per lanciare l’ennesimo grido di allarme sul progressivo sfaldamento del tessuto sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’altro lato, invece, dopo gli innumerevoli tentativi di sensibilizzazione e la fitta rete di incontri tra il ministero del Lavoro e i sindacati, la ministro Fornero ha sancito definitivamente la precarietà di vita per centinaia di migliaia di persone che dopo una vita di lavoro non potranno avere nemmeno una pensione, almeno per il prossimo futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è l’Italia dei giorni nostri, un paese dove non ci sono solo i cittadini di serie A e serie B, i primi che vivono ed evadono alle spalle dei secondi alla faccia dello Stato, ma dove addirittura si creano persino esodati di serie A e di serie B.</p>
<p style="text-align: justify;">Per decreto, infatti, saranno solo 65mila le persone che, dopo aver firmato accordi con le aziende in crisi, beneficeranno della pensione. Copertura garantita per quest’anno e per il prossimo mentre, dal 2014, i tecnici del ministero avvisano che ci saranno problemi.</p>
<p style="text-align: justify;">Problemi creati dalla riforma del sistema pensionistico fatta in tutta fretta per compiacere i mercati e l’alta finanza senza alcuna attenzione per le famiglie di quanti si sono fidati, nonostante il momento di crisi, accordandosi per uscire degnamente dal mercato del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso, fatti salvi quei 65mila, restano fuori migliaia e migliaia di lavoratrici e lavoratori. Il balletto di cifre lo abbiamo visto, secondo l’Inps 130mila, secondo i sindacati 300mila, ma ben che vada rispetto al decreto sono almeno il doppio le persone che oggi restano fuori a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile.</p>
<p style="text-align: justify;">E a questi il Governo e la Fornero sembrano rivolgere un messaggio molto chiaro, un po’ come Clark Gable in ‘Via col vento’ quando disse “francamente me ne infischio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Se ne infischiano perché dicono che i soldi non ci sono, e per ora sembra non ci sia neanche l’intenzione di trovarli. Ma con un provvedimento del genere a che serve farsi carico dell’impopolarità? Non sarà certo questo che permetterà agli ‘esodati di serie B’ e alle loro famiglie di tirare avanti, pagare le tasse, e contribuire a quella crescita e a quello sviluppo del Paese che il governo Monti dice di voler garantire.</p>
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		<title>CIAO CEV CI MANCHERAI</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 14:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi è un giorno molto triste per Bologna che si è svegliata apprendendo della improvvisa morte di Maurizio Cevenini, un uomo, un politico, che per le sue grandi doti umane era diventato una vera e propria istituzione della città. La Camera ha ricordato Maurizio, non ostante non fosse mai stato un deputato. Anche io ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/maurizio-cevenini1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3043" title="maurizio-cevenini1" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/maurizio-cevenini1.jpg" alt="" width="418" height="309" /></a></p>
<p>Oggi è un giorno molto triste per Bologna che si è svegliata apprendendo della improvvisa morte di Maurizio Cevenini, un uomo, un politico, che per le sue grandi doti umane era diventato una vera e propria istituzione della città.</p>
<p>La Camera ha ricordato Maurizio, non ostante non fosse mai stato un deputato. Anche io ho preso parte al ricordo dovendo, per motivi di tempo, ridurre le cose che avrei voluto dire. Per questo pubblico di seguito il testo integrale che avevo preparato di getto non appena appreso della sua scomparsa.</p>
<p><em>Grazie Presidente, Mi associo in maniera molto sentita ai colleghi del Partito Democratico nel commemorare Maurizio Cevenini, perché tutti coloro che come me lo hanno conosciuto sanno che lo merita davvero.</em></p>
<p><em>Io che bolognese sono di adozione politica, ancora ricordo con affetto e gratitudine il sorriso e la cordialità umana che Maurizio Cevenini non ha mai lesinato nei confronti di quell’assessore che veniva da Brescia.</em></p>
<p><em>L’improvvisa, sconvolgente e tragica scomparsa di Maurizio è una perdita enorme per la città di Bologna, per l’Emilia Romagna, ma anche per la politica italiana.</em></p>
<p><em>La mia non è retorica, e tutti i deputati bolognesi lo sanno bene. In questi giorni molto si è discusso sui giornali della grande sfiducia che colpisce i partiti e la politica tradizionale.</em></p>
<p><em>Ebbene Maurizio Cevenini era un politico vero, di lunga esperienza, che però era ed è rimasto fino all’ultimo immune da questa sfiducia che ci colpisce più o meno tutti.</em></p>
<p><em>Maurizio Cevenini, ma sarebbe più opportuno dire il CEV. è stato fino a questa mattina alle otto, e continuerà ad essere il migliore esempio di come la politica, quella vera, quella tradizionale, possa essere popolare e amata dalle persone.</em></p>
<p><em>Il CEV è stato sicuramente il politico bolognese, ma forse anche mondiale, che ha celebrato più matrimoni. Era da sempre il sindaco del Dall’Ara immancabile con la sua sciarpa rossa e blu.</em></p>
<p><em>Qualcuno ogni tanto ironizzava su questo, non capendo che stare tra i bolognesi per Bologna era l’unico modo in cui intendesse la politica.</em></p>
<p><em>Maurizio era così con tutti, disponibile, gentile e sorridente, è per questo che Bologna lo amava e chi, come me, lo ha conosciuto non poteva non volergli bene.</em></p>
<p><em>Oggi che non c’è più personalmente ho un grande rimpianto, quello che il Cev non abbia potuto coronare il suo sogno di essere il sindaco di Bologna, costretto a ritirasi improvvisamente a causa di una malattia che forse nessuno di noi ha purtroppo capito quanto fosse grave.</em></p>
<p><em>Oggi Bologna è in lutto ed avverte una solitudine immensa. Ma dopo le lacrime che è impossibile non versare, già domani sarà diverso, Perché all’ombra delle due torri, sugli spalti del Dall’Ara ed in ogni angolo della città il CEV C’è e ci sarà sempre</em></p>
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		<title>SIAMO SOLO NOI</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 11:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dato nazionale che emerge dalla amministrative è che la foto di Vasto, ovvero l’alleanza di centrosinistra Pd-Idv-Sel, è più che mai attuale e se si votasse domani per le politiche vincerebbe a mani basse, mentre Pdl e Lega sono stati spazzati via, invece il Terzo Polo non si è neppure presentato. Chiaramente l’altro dato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/bersani-vendola-di-pietro-a-vasto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3039" title="bersani-vendola-di-pietro-a-vasto" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/bersani-vendola-di-pietro-a-vasto.jpg" alt="" width="471" height="304" /></a></p>
<p>Il dato nazionale che emerge dalla amministrative è che la foto di Vasto, ovvero l’alleanza di centrosinistra Pd-Idv-Sel, è più che mai attuale e se si votasse domani per le politiche vincerebbe a mani basse, mentre Pdl e Lega sono stati spazzati via, invece il Terzo Polo non si è neppure presentato.</p>
<p>Chiaramente l’altro dato importante delle elezioni è la grande vittoria del Movimento 5 stelle che va al di là di ogni aspettativa, anche di chi come me l’aveva ampiamente preventivata. Sempre traslando a livello nazionale i voti il movimento 5 stelle sarebbe il principale competitor del centrosinistra.</p>
<p>I commenti in queste ore si stanno sprecando, e sono in tanti ad indicare l’avanzata del 5 stelle come una minaccia per la democrazia (dei partiti chiaramente), per lo stato, per la stabilità ecc.ecc. Ma Grillo è un pericolo oppure no? La mia personalissima opinione è che chi milita nel centrosinistra lo dovrebbe ringraziare per quanto successo ieri. Le sue liste di fatto hanno cannibalizzato la Lega soprattutto, ma anche il Pdl. E dunque è come se i ragazzi del cinque stelle, con le loro ottime performance nei vari comuni avessero involontariamente dato vita ad una campagna di affissioni nazionale di poster della foto di Vasto.</p>
<p>Forse in molti nel Pd avevano altri piani, ma in particolare la delusione rappresentata dal terzo polo ha reso evidente che anche in momenti difficili come quello attuale il centrosinistra è la formula più gradita dagli elettori italiani.</p>
<p>Certo ormai in campo anche e soprattutto a livello nazionale c’è il Movivemento 5 stelle, ma si tratta di una bella sfida che il centrosinistra deve affrontare e possibilmente vincere in campo aperto sul piano del confronto e del miglioramento della proposta politica.</p>
<p>Da oggi Pd, IDV E SEL debbono costruire la proposta di governo per domani, debbono soprattutto realizzare quelle riforme sociali che prima Berlusconi e poi Monti non sono stati in grado di realizzare. Solo mettendosi in discussione e solo uscendo dai palazzo per andare in contro alla gente questa sfida si vincerà.</p>
<p>Se qualcuno ancora pensa che il movimento di Grillo si può bloccare rinchiudendosi in gran segreto in una stanza e alambiccando artifici, ad iniziare da pessime leggi elettorali, per spezzargli le gambe allora è pazzo, perché non si accorge che quello è il miglior modo per scavarsi la fossa.</p>
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		<title>DA ROMA PIU’ CHE A PARIGI E’ MEGLIO GUARDARE AD ATENE</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una premessa è d’obbligo. Personalmente non amo i commenti alle elezioni di casa nostra, perché più che analisi sono dichiarazioni nelle quali inevitabilmente ognuno di noi tende a tirare l’acqua al suo mulino. Amo ancora meno i commenti alle elezioni che si verificano in altri paesi, perché l’esercizio del tiro della giacca aumenta e acquista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/hollande-francia_650x447.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3035" title="hollande-francia_650x447" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/hollande-francia_650x447.jpg" alt="" width="650" height="447" /></a></p>
<p>Una premessa è d’obbligo. Personalmente non amo i commenti alle elezioni di casa nostra, perché più che analisi sono dichiarazioni nelle quali inevitabilmente ognuno di noi tende a tirare l’acqua al suo mulino. Amo ancora meno i commenti alle elezioni che si verificano in altri paesi, perché l’esercizio del tiro della giacca aumenta e acquista caratteri un po’ provinciali.</p>
<p>Certamente esistono delle dinamiche che agiscono a livello continentale, ma ritenere che la vittoria di un determinato partito in un determinato stato possa essere letta come l’annuncio di quello che accadrà nelle elezioni del proprio paese, vuol dire non tenere conto di tutti fattori specifici ponderabili e imponderabili ( si pensi a quale fosse il giudizio su Hollande prima della storiaccia del sofitel che ha messo fuori gioco DSK) che influenzano il momento elettorale.</p>
<p>Ciò detto, dopo aver letto e sentito una messe di commenti, sulle elezioni francesi e greche, qualche riflessione va fatta. La vittoria di Hollande è certamente l’evento che ruba l’occhio per una serie di motivi. Primo tra tutti quello del ritorno dopo 17 anni di un socialista ( il secondo dopo Mitterand) all’Eliseo. Per chi milita nel centrosinistra e tra le forze progressiste è forte e comprensibile la tentazione di gridare alla svolta europea, con il ritorno al governo delle sinistre. Il problema è capire se sia veramente così.</p>
<p>Personalmente ritengo che la vittoria di Hollande più che con la chiave destra-sinistra, progressisti-moderati, vada letta alla luce della chiave governo-opposizione. Probabilmente Hollande non ha vinto perché socialista, ma ha vinto perché si trovava all’opposizione e dunque ha potuto condurre una campagna elettorale in cui il peso delle crisi economica ed il conseguente dissenso sulle politiche del governo si è scaricato tutto su chi già era all’Eliseo, ovvero Sarko’.</p>
<p>I dati che emergono dal voto francese, greco e tedesco sono due, la sconfitta dei governi in carica e una sofferenza più o meno marcata nei confronti delle politiche di rigore imposte dall’Europa. Se poi ci si vuole per forza esercitare in esercizi di vaticinio, per capire cosa succederà in Italia, allora è più opportuno guardare a quanto accaduto ad Atene. In Grecia, pur con le dovute differenze, c’è una situazione politica che ha diversi punti di contatto con quella italiana: governo tecnico, grande coalizione, dure politiche di bilancio. I cittadini greci, come ampiamente prevedibile hanno punito il governo tecnico e soprattutto i partiti che lo hanno sostenuto come il Pasok, che è crollato, e la Nuova Democrazia, che pure si è fatta abbastanza male. Il voto ha premiato invece le forze di opposizione e quelle più marcatamente antisistema.</p>
<p>Succederà anche in Italia? Difficile dirlo ora, quello che però si può già prevedere, anche prima del responso delle amministrative, è che certamente Monti da domani non avrà vita facile, sia per quanto riguarda la politica interna, ma soprattutto per quanto riguarda la politica estera.</p>
<p>Nelle dichiarazioni odierne di Bersani e Franceschini qualche messaggio a palazzo Chigi è già arrivato in merito al collocamento europeo da assumere. Tra qualche settimana capiremo se si tratta di dichiarazioni esclusivamente ad uso stampa, o se invece ci sarà chi, nella maggioranza, pone la questione di un’asse franco-italiano al posto di quello che Monti ipotizzava con Berlino.</p>
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		<title>Con le vedove bianche contro una cattiva politica e un cattivo governo</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 09:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Gambassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Togliersi la vita è il gesto più estremo in assoluto. Un atto che troppo spesso si tende a voler etichettare, definire e addirittura giudicare. Ma suicidarsi a causa dei debiti contratti per la crisi che sta colpendo tutti, e farlo avendo lo Stato come creditore significa che nel Paese ci sono una cattiva politica e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/shutterstock_93847387.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-3023" title="shutterstock_93847387" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/shutterstock_93847387-1024x682.jpg" alt="" width="542" height="359" /></a>Togliersi la vita è il gesto più estremo in assoluto. Un atto che troppo spesso si tende a voler etichettare, definire e addirittura giudicare. Ma suicidarsi a causa dei debiti contratti per la crisi che sta colpendo tutti, e farlo avendo lo Stato come creditore significa che nel Paese ci sono una cattiva politica e un cattivo governo che vanno cambiati radicalmente e velocemente. Significa che c’è un sistema rigoroso, ma solo con chi non può o non sa difendersi. Significa che ancora una volta a pagare per tutti sono i deboli, i lavoratori senza più lavoro e gli imprenditori costretti a licenziare le stesse persone che hanno contribuito a far crescere le loro aziende, gli onesti, quelli che non prendono scorciatoie e rispettano la legge. Ma pagare con la vita è un prezzo troppo alto.  Secondo alcune fonti sono circa settanta i casi di suicidio nel 2012 legati alla crisi e all’impossibilità di pagare i debiti contratti in questi anni da lavoratori, piccoli e piccolissimi  imprenditori che hanno visto lentamente morire non solo le proprie attività ma la loro stessa vita. 70 casi in 120 giorni, più di un suicidio ogni due, questa è la vergognosa condizione in cui lo Stato e questa politica restano immobili e sordi al dolore, al disagio e alle tragedie di chi ha cercato di tirare avanti onestamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Dolore provocato dalla vergogna di chi doveva dei soldi allo Stato, in una situazione di crisi globale con fornitori che reclamano i pagamenti, lavori che non partono, prodotti che non si vendono e le banche che non concedono prestiti. Da un lato il cappio degli usurai, dall’altro l’onta di vedersi portare via tutto, la vergogna che fa arrendere padri di famiglia, mariti, figli, una nuova e tragica ‘livella’ che non guarda al sesso, all’età, alla provenienza, o al colore della pelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma c’è un altro senso di vergogna che monta. È quello che provano gli altri, quelli che sono ancora in vita, le famiglie di quelli che se ne sono andati, come la famiglia di Giuseppe Campaniello, artigiano di Ozzano Emilia, alle porte di Bologna; di Alfonso Salzano muratore di Casaluce, nel casertano; delle donne, degli uomini e dei giovani da Treviso a Catania, da Nuoro a Arezzo che in questi anni e in questi mesi si sono tolti la vita. La signora Marrone, moglie di Giuseppe Campaniello, insieme alle mogli e ai familiari di queste vittime domani rivolgeranno la propria vergogna nei confronti dello Stato perché chi può metta davvero fine a questo scempio. Lo faranno oggi, 4 maggio a Bologna, lo faranno silenziosamente sventolando delle bandiere bianche e noi dell’Italia dei Valori lo faremo con loro. Un Governo che chiede sacrifici può essere anche un buon governo se sa tutelare la vita e il futuro dei propri cittadini e dei lavoratori. Ma un Governo che strema il Paese aumentando le tasse a chi già le paga, disinteressandosi dei più deboli e lasciando piena libertà di licenziamento non è un buon governo e come tale va cambiato.</p>
<p style="text-align: justify;">On. Silvana Mura</p>
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		<title>IDV HA SCOPERTO GLI ALTARINI, ORA MONTI SPIEGHI REGALO A BOIARDI DI STATO</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 11:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fatto è noto. Ieri l’Italia dei Valori, grazie ad un suo emendamento presentato in Senato, ha cancellato la norma a dir poco scandalosa che salvava le pensioni d’oro dei boiardi di stato. La norma stabiliva che non ostante il tetto imposto agli stipendi dei manager pubblici, le loro pensioni sarebbero state calcolate per intero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/burocrazia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3018" title="burocrazia" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/burocrazia.jpg" alt="" width="566" height="345" /></a></p>
<p>Il fatto è noto. Ieri l’Italia dei Valori, grazie ad un suo emendamento presentato in Senato, ha cancellato la norma a dir poco scandalosa che salvava le pensioni d’oro dei boiardi di stato. La norma stabiliva che non ostante il tetto imposto agli stipendi dei manager pubblici, le loro pensioni sarebbero state calcolate per intero sul salario precedente, ovvero quello notevolmente più ampio.</p>
<p> Al di là del fatto che il governo è stato clamorosamente sconfitto nell’aula di Palazzo Madama, la vicenda pone una grande questione politica che deve essere affrontata e chiarita al più presto. Il Governo Monti che ha aumentato di quattro o cinque anni la pensione degli italiani, che ha introdotto il sistema di calcolo contributivo in sostituzione di quello retributivo, lo stesso esecutivo che continua ad ignorare il dramma degli esodati, ha ritenuto talmente urgente proteggere le super pensioni dei manager pubblici da inserirle alla chetichella in un decreto in materia di banche. Dov’è in questo caso la tanto annunciata equità da parte del Premier Monti? Il governo deve spiegare immediatamente quanto accaduto e chi si assume la responsabilità politica di questo tentativo scandaloso.</p>
<p>C’è però un altro tema da porre. Una volta denunciato il tentativo scandaloso, al momento di votare della variegata maggioranza che sostiene il governo Monti l’unico gruppo che ha votato in blocco a favore, attendendosi alle indicazioni del governo è stato il Partito Democratico. Sarebbe curioso capire se questa compattezza è dovuta alla luce dell’inconsapevolezza di ciò che stavano votando, oppure se è frutto di una piena condivisione politica.</p>
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		<title>SPENDING REVIEW OVVERO NUOVO CIRCO MONTI</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 09:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho voluto riflettere 48 ore prima di pronunciarmi sulle misure varate dal governo nel Cdm del 30 aprile. Ora, però, confermo la pessima impressione iniziale e il giudizio che le non decisioni assunte in merito alla spending review hanno prodotto un unico taglio, quello alla credibilità del governo Monti. L’aspetto più spettacolare, eclatante ed io aggiungo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/circomonti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3013" title="circomonti" src="http://www.silvanamura.it/wp-content/uploads/2012/05/circomonti.jpg" alt="" width="446" height="456" /></a></p>
<p>Ho voluto riflettere 48 ore prima di pronunciarmi sulle misure varate dal governo nel Cdm del 30 aprile. Ora, però, confermo la pessima impressione iniziale e il giudizio che le non decisioni assunte in merito alla spending review hanno prodotto un unico taglio, quello alla credibilità del governo Monti.</p>
<p>L’aspetto più spettacolare, eclatante ed io aggiungo ridicolo è la nomina di tre “commissari esterni”. Se il governo dei tecnici, per ridurre in maniera selettiva e ragionata la spesa pubblica, è costretto ad affidarsi alla consulenza di persone che non fanno parte dell’esecutivo, allora significa ammettere di non avere in house le capacità per realizzare quello che da mesi si va promettendo. E questo se permettete è inaccettabile. Enrico Bondi ha certamente fatto bene alla Parmalat, ma nominarlo ora quando la spendig review era già nell’agenda di governo all’atto della sua costituzione, significa due cose: o chi ha formato l’esecutivo ha sbagliato allora non scegliendo ( chi sa perché?) i migliori, oppure si vuole solo prendere tempo con una nomina ad effetto.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la nomina di Giavazzi come consulente al sostegno all’industria a mio personale avviso è stata solo una mossa di Monti per fermare chi lo bastonava un giorno si e l’altro pure dalle colonne del corriere. Senza considerare lo sgarbo a Passera, che è il ministro dello sviluppo economico. Su Amato come consulente per l’intervento sulla riduzione dei contributi ai partiti l’ironia sarebbe facile, talmente facile, che probabilmente è voluta per coprire una manovra più complessa (chiaramente a vantaggio dei partiti). La mia illazione è questa:</p>
<p> E’ noto che entro metà maggio i partiti si sono impegnati ad affrontare il tema dei rimborsi almeno alla Camera. Perché allora il governo decide di lavorare anche lui al tema? Propaganda? E’ possibile. Sfiducia nei partiti? Anche. Oppure gli vuole offrire un alibi. Poiché il governo sta elaborando una sua proposta è inutile che noi procediamo diranno tra qualche giorno i partiti. E così tutto si bloccherà in attesa della ricetta del governo che probabilmente arriverà fuori tempo massimo.</p>
<p> Altro aspetto sconcertante è che a leggere bene le misure assunte dal Cdm ci si accorge che sulla spending review non è stato fatto nulla di concreto, ma ci si è limitati agli atti istruttori, come la costituzione di comitati interministeriali, e la richiesta ai ministri di fornire le loro proposte. Peccato che ad ottobre l’iva aumenterà di altri due punti (provvedimento di Tremonti e non di Monti). E questa impreparazione totale a mio avviso è testimoniata anche dalle dichiarazioni di Monti sulla Rai nella conferenza stampa successiva al Cdm.</p>
<p> Monti ha detto riformeremo la Rai per tutelare la sua indipendenza dai partiti. Ottimo e abbondante, peccato che 5 giorni prima alla stessa domanda posta da me in question time Giarda abbia risposto a nome del governo (vedi post), per la riforma della Rai, on. Mura, purtroppo non c’è più tempo! Giarda ha sbagliato? Allora va cacciato. Altrimenti Monti dovrebbe spiegare cosa è cambiato in cinque giorni. La spiegazione è questa. Le farsi ad effetto sulla Rai servivano a sviare l’attenzione dal nulla cosmico prodotto sulla spending review.</p>
<p> Ultimo inevitabile cenno alla stampa. Se quanto sopra fosse stato prodotto da un governo politico (giustamente) si sarebbe scatenato il finimondo. Invece i giornali, complice anche la festività del primo maggio, hanno presentato i non provvedimenti di Monti come la quinta essenza del genio tecnico-politico (vedi editoriale Corsera), e non hanno lasciato spazio alle critiche dell’opposizione.</p>
<p> Tutto questo denota che il governo, oltre che in confusione è anche in difficoltà. Una difficoltà testimoniata dall’immancabile intervento a sostegno del Capo dello stato effettuato il primo maggio. Ma chi è forte si sa, non ha certo bisogno di puntelli.</p>
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