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CAT | Donne

nov/10

25

UNA GIORNATA PARTICOLARE?

Oggi si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne una ricorrenza, istituita dall’Onu nel 1999, che a livello mondiale ha una grande rilevanza.

La violenza sulle donne un triste fenomeno ancora estremamente diffuso in tantissimi paesi. Ma lo stupro non è certamente l’unica forma di violenza contro il genere femminile, basti pensare alle mutilazioni genitali che, per motivi religiosi, vengono ancora inferte a molte bambine in tanti paesi del mondo.

Se però guardiamo all’Italia questa ricorrenza mi sembra ogni anno sempre più vuota. Chiaramente la violenza sulle donne è un fenomeno orribile e criminale che come tale deve essere represso e punito con estrema decisione. E su questo siamo tutti d’accordo.

Ma al di là dell’aspetto puramente criminale, è necessario affrontare e risolvere problemi che in Italia sono sul tappeto da anni. La vera battaglia da vincere è quella contro gli stereotipi e contro una realtà che nega le pari opportunità.

Se, come purtroppo le vicende degli ultimi anni hanno dimostrato, la donna continua ad essere percepita più come un oggetto che come una persona. Se nel nostro paese le donne che lavorano sono il 46% contro la media europea del 58%. Se gli uomini guadagnano in media il 9% in più delle donne a parità di lavoro svolto. Se continuano a mancare totalmente strumenti di conciliazione tra l’attività professionale e quella di cura dedicata alla famiglia, il 25 novembre, in Italia, è un semplice cerchietto sul calendario. Una giornata che serve a fare qualche dichiarazione pomposa per poi ricominciare tutto esattamente come prima.

Se questo è il senso è evidente che non ha senso.

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ott/10

7

LA CONSULTA DIA IL COLPO DI GRAZIA ALLA LEGGE 40

Il tribunale di Firenze ha sollevato il dubbio di costituzionalità sull’articolo della legge sulla procreazione assistita che vieta la fecondazione eterologa. Ora spetterà alla corte costituzionale stabilire se quella parte della legge dovrà essere abrogata.

La sentenza del tribunale fiorentino, che ha accolto il ricorso presentato da una coppia sterile, colpisce la legge 40 proprio al cuore. Una legge sulla procreazione assistita, che vietando la fecondazione eterologa, impedisce proprio alle coppie sterili di poter avere figli è un assurdo giuridico.

La conseguenza di questa norma, che ora ci auguriamo sia cancellata al più presto, è stata quella di obbligare circa 13.000 coppie ogni anno a costosi viaggi all’estero per ottenere in Francia, Spagna o Svizzera quello che la nostra legislazione gli nega.

La legge 40 è una legge nata morta dal punto di vista scientifico, figlia di un’impostazione settaria e ideologica tipica dei novelli atei devoti. Il risultato è che dal 2004 continua ad essere demolita pezzo a pezzo dalle sentenze dei tribunali.

Si tratta di un risultato inevitabile perché quando la politica non è in grado di rispondere alle istanze dei cittadini questi sono costretti a ricorrere inevitabilmente alla magistratura per tutelare i propri diritti.

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ago/10

10

LE DONNE E IL RISPETTO

Dolore e rabbia: sono i sentimenti che, da donna, provo ogni qualvolta la radio, la tv e i giornali raccontano storie drammatiche, veri e propri martiri, subiti da donne che vivono in un Paese dove, troppo spesso, manca la cultura del rispetto. Donne violentate, come a Roma e Capri, uccise a calci e pugni per strada, come accaduto a Milano, ammazzate a coltellate dal marito che non accetta di separarsi, come avvenuto a Genova. Donne – ancora – perseguitate, terrorizzate, minacciate da uomini mai cresciuti, immaturi, o semplicemente violenti. Tutto questo, secondo quanto scritto nel rapporto Eurispes 2010, accade in un paese immobile, privo di idee e progetti, nel quale sembra che anche i soggetti che si propongono per guidare l’Italia futura siano in realtà più interessati a una transizione senza fine. Insomma, gli fa più comodo che le cose vadano così. Dicevo dolore e rabbia perché spesso questi episodi si verificano nella porta accanto alla nostra: nell’indifferenza generale.

Ogni cinque donne violentate nel 2009, quattro sono state molestate dal loro compagno o ex compagno. Mentre solo una su 100 è stata aggredita da uno sconosciuto. Ancora una volta il luogo comune secondo cui i maggiori pericoli per le donne si trovino in strada viene a cadere. E il numero di violenze subite in famiglia non diminuisce rispetto agli anni passati, anzi riesce ad emergere di più. Basti pensare che la legge sullo stalking, alla cui realizzazione l’Italia dei Valori ha dato un contributo decisivo (anche con la presentazione di una proposta, nel 2008, di cui ero la prima firmataria), ha permesso l’aumento delle denunce del 4%, dal 46% al 50%. Ma è ancora troppo poco. Gli ultimi episodi evidenziano che buona parte delle violenze e degli omicidi di donne è conseguenza di separazioni. Ogni 10 giorni in Italia un marito/compagno in via di separazione progetta il cosiddetto ‘suicidio allargato’. E il governo? Il Ministro delle Pari Opportunità? Al di là degli annunci e delle mistificazioni si è fatto e si sta facendo poco o nulla. Anzi, nell’ultima finanziaria sono state tagliate ulteriormente le risorse. Sia alle forze dell’ordine, che hanno ora meno mezzi e uomini per contrastare la criminalità sul territorio, sia alla scuola, che invece avrebbe bisogno di finanziamenti per promuovere programmi di educazione – anche sessuale – già nelle prime classi, sia alle associazioni di volontariato che assistono le ragazze schiavizzate e avviate alla prostituzione.

Invece in Italia adolescenti e ragazzi hanno come esempio più alto un presidente del Consiglio malato di machismo, che fa il “papi” con ragazzine che potrebbero essere sue nipoti, si vanta baldanzoso delle sue doti amatoriali, consiglia a ragazze con un lavoro precario – ma avvenenti – di sposare un miliardario. Manca, insomma, la cultura del rispetto. Dolore e rabbia e la voglia di combattere per cambiare.

E a proposito di cultura del rispetto, ne esportiamo poca anche all’estero. Mi sembra giusto ricordare la lettera con cui Elvira Dones rispose qualche mese fa all’ennesima violenza verbale di Silvio Berlusconi sulle donne: Leggi lettera

Sul tema delle donne leggi anche l’articolo di Massimo Donadi: DONNE E FIGLI NELL’ANNO DELLA CRISI

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Credits Raffaele Brogna

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