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CAT | Comunicati stampa

E’ davvero grave che un ministro della Repubblica, come Mariastella Gelmini, esalti una condotta, come quella della Fiat nei confronti dei tre operai di Melfi, che il presidente della Repubblica ha definito grave ed di cui ha auspicato il suo superamento.
Comprendo che la Gelmini, che considera anche i diritti e le sentenze della magistratura del lavoro come l’ennesimo formalismo costituzionale e giuridico che intralcia la produzione, guardi piu’ al modello Cina che all’Europa, ma sarebbe meglio riflettesse sul fatto che la FIAT ha certamente una storia gloriosa, ma e’ stata anche l’azienda che ha piu’ beneficiato nel corso della sua lunga storia del sostegno dello stato e di questo dovrebbe tener conto quando sceglie di pagare lavoratori senza farli lavorare solo per punirli’.

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L’invito alla mobilitazione lanciato da Silvio Berlusconi ai club della liberta’ dimostra che il governo e’ gia’ in campagna elettorale e che nel suo orizzonte ci sono solo le elezioni. Poiche’ il paese ha bisogno di essere governato e non di essere preso in giro con la propaganda o con provvedimenti di natura elettorale, ci auguriamo che alla ripresa autunnale il governo metta subito le carte sul tavolo aprendo la crisi invece di perdere tempo alla ricerca di inutili pretesti.
Inoltre dico fermamente no a leggi delega per risolvere le difficoltà di questo Governo. La crisi che travaglia la maggioranza e il governo è una questione politica che non può e non deve trasformarsi in un escamotage per sovvertire elementari meccanismi istituzionali. Sui quattro punti programmatici Pdl, finiani e Lega facciano quello che credono ma è impensabile che il governo con la scusa della crisi provi a far approvare una serie di leggi delega su giustizia, fisco, Sud e quant’altro, come propone oggi furbescamente Calderoli. Se il governo ha i numeri vada avanti altrimenti si apra la crisi, ma il Parlamento non può essere espropriato ulteriormente dei suoi poteri.

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La sentenza della Consulta in merito alla possibilità di pene alternative al carcere per chi commette violenza sessuale non è positiva per le donne, perché rischia di essere un ulteriore segnale, anche se involontario, volto ad abbassare il livello di guardia nei confronti di reati come lo stupro. – Lo dichiara l’on. Silvana Mura deputata di Idv – La violenza sessuale per i danni, sovente irreversibili, che produce non solo al corpo, ma alla psiche e soprattutto alla dignità di una donna sono talmente gravi che essa dovrebbe essere equiparata al peggiore dei reati come l’omicidio. Anche se reati come lo stupro non si combattono solo con la repressione, chi li commette deve essere certo che la pena sarà massima e molto dura, perché altrimenti si rischia di far impennare ancora di più le statistiche relative alle aggressioni e alle violenze sessuali nei confronti delle donne.

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L’elemento piu’ rilevante dell’appello dei cinque governatori di centrodestra e’ costituito dall’ennesima frattura che si registra all’interno della maggioranza, ma soprattutto nel vedere che tra il fronte dei dialoganti manca la Lega, e le tre grandi e potenti regioni del nord come Piemonte, Lombardia e Veneto.
Eravamo assolutamente consapevoli di quanto fosse deleteria la manovra economica del governo, il fatto che sia stata in grado di incrinare in maniera sostanziale i buoni rapporti che il governo ha sempre avuto con il nord produttivo del paese, ci conferma ancora di piu’ in questo convincimento.

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Credits Raffaele Brogna