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GRAZIE ALL’IDV IL GOVERNO HA SUBITO UNA DURA SCONFITTA
1 Commento · Postato da Silvana Mura in Italia dei Valori
Diciamolo forte e chiaro. Berlusconi ha preteso le dimissioni di Brancher perché era molto forte la paura che il governo sarebbe stato battuto sulla mozione di sfiducia individuale che l’Italia dei Valori ha fortemente voluto. Se la mozione non fosse stata presentata Brancher sarebbe ancora saldo sulla sua poltrona del Ministro dell’nulla.
Se la prima considerazione che si deve trarre dalla vicenda riguarda la ormai manifesta debolezza di un governo che sta arrancando.
La seconda è che chi, come l’Udc e Casini, hanno criticato l’iniziativa voluta dall’Idv di presentare una mozione di sfiducia nei confronti di Aldo Brancher, perché in questo modo si ricompattava la maggioranza, ha avuto torto marcio.
L’Idv ha avuto ragione perché con la mozione ha drammatizzato le divisioni interne al Pdl, mettendo i finiani con le spalle al muro.
La costituzione e i regolamenti parlamentari mettono a disposizione tutta una serie di strumenti che l’opposizione, quella vera, ha il dovere di utilizzare. Questo è l’unico modo che consente di mettere in difficoltà il governo, non certo la politica delle pacche sulle spalle e delle astensioni su leggi fondamentali che tanto piace all’Udc.
Caro PierFurbi, oggi che grazie all’Idv il governo ha subito una dura sconfitta, chi è che al di là delle dichiarazioni di facciata è la migliore stampella del governo Berlusconi, l’Idv o l’Udc?
Brancher · dimissioni · governo · IdV










Federico Donati · 6 luglio 2010 alle 10:30
Che ormai l’unica VERA opposizione del paese fosse l’Italia dei Valori è cosa nota. Quello che mi preoccupa sempre di piu è l’atteggiamento del Pd-menoelle,l’assoluta mancanza di proposte valide per contrastare forse il peggior governo della storia dell Repubblica,ma soprattutto la reticenza a formare una vera ALTERNATIVA DI GOVERNO,con proposte nuove e veramente innovative e un leader capace di mettere in difficolta il seppur barcollante strapotere mediatico Berlusconiano.