L’Udc ha organizzato una due giorni sulla riforma della giustizia che è stata subito ribattezzata la “bicameralina”.
Casini è furbo e sa che la giustizia è il terreno dove può guadagnarsi la gratitudine di Berlusconi per un ritorno degno del figliol prodigo.
Se Casini persegue lucidamente i suoi interessi, lo stesso non sembra fare il Partito Democratico che ancora una volta si trova a tentennare in mezzo al guado.
Tutto si può dire contro Berlusconi tranne di non essere chiaro sulla riforma della giustizia che intende realizzare.
Separazione delle Carriere, eliminazione del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale per mettere i pm al guinzaglio del governo, Csm diviso in due: uno per i giudici e uno per i pm, quest’ultimo presieduto dal ministro della giustizia.
Il PD dice di essere contrario a questi tre punti, ma allo stesso tempo (ma anche docet) dice che non si può sottrarre al dialogo in parlamento col governo.
Posizione strana, ma che soprattutto rischia di essere masochista. Se il governo considera irrinunciabili provvedimenti che per te sono inaccettabili è inutile parlare, perché si perde tempo e basta.
Questa è la posizione chiara di Idv, che dice inoltre, ormai Berlusconi lo conosciamo bene e dovrebbero aver imparato a conoscerlo anche gli amici del PD dopo le tante fregature che ha rifilato ad alcuni di loro dalla Bicamerale fino alle ultime elezioni.
Errare è umano, perseverare….
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Gabriele · 3 settembre 2008 alle 18:59
E beh, mai sacrificare il dialogo.
La realtà è che a buona parte dei DS+Margherita=PD la riforma della giustizia così come la prospetta Mister B piace così com’è.
Devono fare i conti con quella parte dell’elettorato che ancora li vota e non si è completamente rincoglionita, ancora.
Ma i 6 canali di stato stanno facendo un buon lavoro in questo senso.
C’è poi qualche cane sciolto che ancora qualche sFURIata la fa, ma poca roba, Moretti lo disse nel 2002 che con questi dirigenti non vinceremo mai, e Dio solo sa quanto aveva ragione.
Il problema è che finché i vari Fassino, Dalema, Veltroni, Bersani, Violante, Rutelli, Letta, Castagnetti non verranno messi in discussione dall’interno per come sono strutturati i partiti resteranno li a vita e Berlusconi (o chi per lui o in memoria di lui) governerà questo paesa ad vitam aeternam.
Amen.
Diego Sapigna · 4 settembre 2008 alle 09:52
Quanti del PD ci guadagnano? La verità è che al PD va bene quello che fa Berlusconi ma hanno paura che i loro elettori gli si rivoltino quindi danno un colpo al cerchio e uno alla botte screditando il loro avversario politico numero uno. Noi.
riccardo · 4 settembre 2008 alle 10:01
“Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, invece – conclude Borghesi – bisogna si, pensare ad aumenti di stipendio, ma facendo leva sulla produttività e, quindi, se necessario, riducendo il numero dei lavoratori” (da un intervento di Borghesi del 7/1/2008). E’evidente che – checchè se ne dica – provvedimenti come quelli adottati dal nuovo Governo con il d.l. 112/2008 (p.es. la tassa sulle malattie dei pubblici dipendenti; l’ora di aria concessa ai dipendenti pubblici malati) hanno potuto essere emessi senza sollevare molti contrasti al di là di alcune prese di posizioni di facciata perchè era “trasversale” rispetto a tutti gli schieramenti l’idea che il pubblico impiego rappresentasse un settore da riformare quanto prima (ved. le risalenti esternazioni di Ichino, poi eletto nelle file del PD). Ma la concreta pericolosità di tale idea (pur condivisibile, in astratto, almeno per alcuni aspetti: eccessi di spesa;sacche di inefficienza ecc.) si coglie appieno nel momento della sua realizzazione poichè una volta acquisito il consenso di massima su un generico obiettivo (la sicurezza; il contenimento della spesa pubblica)risulta sin troppo facile attuarne una distorta applicazione in vista del raggiungimento di finalità che nulla hanno a che vedere con l’obiettivo dichiarato. Ed ecco che ai provvedimento del d.l.112 ne sono seguiti altri ispirati dalla stessa logica di progressiva demolizione del sistema pubblico in vista del raggiungimento di interessi PARTICOLARI (privatizzazione delle scuole pubbliche; cessione di quote di società pubbliche a gruppi privati con prezzi stracciati).
E’ evidente a questo punto che l’intesa tra diverse forze politiche su un generico obiettivo diventa fuorviante in mancanza di un articolato programma che specifichi in concreto gli strumenti con cui perseguirlo e le specifiche finalità perseguite. Anche sul tema della giustizia sembra ormai profilarsi un accordo “bipartisan” sulla necessità di alcune riforme: ma si tratta anche in questo caso di un pericoloso fraintendimento tra chi vuole asservire il sistema giudiziario e chi si ripromette di evitare possibili abusi di potere (che non sono mancati). In altri termini certe aperture “di principio” appaiono pericolose di fronte ad una maggioranza che intende modificare incisivamente l’assetto di fondamentali istituzioni senza curarsi affatto di ottenere un consenso allargato che ne assicuri sia la rispondenza ad interessi generali sia la futura durata delle riforme attuate
riccardo · 9 settembre 2008 alle 13:16
art.71 comma 3 d.l. 112/08 L’Amministrazione dispone il controllo in ordine alla sussistenza della malattia del dipendente anche nel caso di assenza di un solo giorno, tenuto conto delle esigenze funzionali e organizzative. Le fasce orarie di reperibilita’ del lavoratore, entro
le quali devono essere effettuate le visite mediche di controllo, e’ dalle ore 8.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14 alle ore 20.00 di tutti
i giorni, compresi i non lavorativi e i festivi.
LE PROPOSTE DI EMENDAMENTI
1) ART. 71. Sostituirlo con il seguente:
Il Governo provvede all’adozione di nuove, eventuali disposizioni di natura legislativa o regolamentare in materia di disciplina di assenze per malattia e per permesso retribuito dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, previa concertazione con le organizzazioni sindacali dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Firmatari: Damiano, Bellanova, Berretta, Baretta, Bobba, Boccuzzi, Codurelli, De Micheli, Fluvi, Gatti, Gnecchi, Letta, Madia, Mattesini, Miglioli, Mosca, Rampi, Santagata, Schirru.
2) Al comma 3, sostituire le parole: dalle ore 8.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 20.00 con le seguenti: dalle ore 9.00 alle ore 12.30 e dalle ore 15 alle ore 19.00.
FIRMATARI:Borghesi, Messina, Cambursano, Barbato (IDV)
3) Al comma 3 sopprimere il secondo periodo.
Poli, Delfino, Galletti, Ciccanti (UDC)
Gent.a ON.MURA, può dirmi, per favore, quale differenza c’è tra la proposta IDV ed il testo governativo poi approvato con voto di fiducia??
Forse che le farmacie o gli studi medici sono aperti dalle 12,30 alle 15? Meglio la proposta UDC che almeno salva il principio della parità lavoro pubblico/privato. Ma evidentemente i provvedimenti di cui al d.l. 112/2008 hanno visto perchè era condivisa tra tutti gli schieramenti politici (IDV inclusa) l’idea che il pubblico impiego rappresentasse un settore da riformare anche a costo di norme incostituzionali. Infatti l’estensione delle fasce di reperibilità dalle 8 alle 20 viola l’art. 3 Cost. per la disparità di trattamento tra lavoro pubblico e privato; l’art. 27 perchè si traduce in una pena afflittiva indebita; l’art. 32 per il pregiudizio alla salute arrecato dall’impossibilità di svolgere un pur modesto esercizio fisico; l’art. 38 perchè incide sul trattamento economico di malattia (sent. Corte Cost. 78/1988)