
Sull’aborto nel governo regna una preoccupante confusione proprio come accadeva in quella che fu l’Unione.
Dalla lettura dei giornali di oggi registro quanto segue:
- Prestigiacomo (ministra dell’ambiente) è favorevole a modificare la 194, ma anche la legge 40 sulla procreazione;
- Carfagna (Ministra per le pari opportunità) dice no alla modifica della 194;
- Roccella (sottosegretaria ai temi etici) dice si a tagliando sulla 194 no a modifiche alla legge sulla procreazione
- Fazio (sottosegretario alla salute) non pervenuto.
Tutto questo è inaccettabile e il governo ha il dovere di far sapere ai cittadini qual è la sua linea su un tema sensibile come l’interruzione di gravidanza e la legge sulla procreazione assistita.
Di contro a questa confusione la posizione dell’Italia dei Valori è chiarissima.
La legge 194 non si tocca perché i dati dimostrano che è un ottima legge, la legge 40 deve essere profondamente modificata perché le tante coppie italiane che vanno all’estero per avere un figlio dimostrano che è una pessima legge.
5 commenti
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<< OGGI SONO STATA ELETTA SEGRETARIO DI PRESIDENZA DELLA CAMERA









diego · 13 maggio 2008 alle 15:40
Perfettamente d’accordo sull’articolo. Unica cosa non credo che la Carfagna possa avere un’idea sua.
L’unica cosa buona che ha il governo Berlusconi è che sarà un governo attivo. Magari faranno più leggi ingiuste che giuste ma comunque non staranno tutto il giorno a litigare come nell’Unione. Berlusconi avrà sempre l’ultima parola.
Giampietro S. · 14 maggio 2008 alle 13:11
Dire legge 194 per la maggior parte degli italiani puo’ significare poco , quindi bisogna prima di tutto fare informazione in materia e poi ognuno in coscienza potrà farsi un pensiero . saluti
Giovanni Forte · 14 maggio 2008 alle 23:50
Scopro con grande piacere che è possibile contare ancora su posizioni laiche in questo Parlamento sempre più prono ai diktat ed alle interferenze delle gerarchie ecclesiastiche. Una repubblica seria agisce legiferando per tutti i cittadini e per espandere i diritti di cittadinanza, non per fare leggi confessionali come la legge 40. Continui così.
roberta · 15 maggio 2008 alle 15:00
Ciao Silvana,
ci stiamo mobilitando nelle città e nelle province in difesa della laicità dello stato e per la tutela della salute e della dignità delle donne e dei bambini.
Ci si mobilita anche in sperduti paesini per opporsi ai progetti di inceneritori di ogni genere e dimensione che rappresentano un nuovo business grazie alle leggi di agevolazione fiscale e che danneggiano la salute soprattutto di donne e bambini. Da Forlì, Roberta.
Massimiliano · 21 maggio 2008 alle 07:49
La Legge 194 compie in questi giorni trent’anni. Dalla sua entrata in vigore, in Italia sono diminuite le interruzioni volontarie di gravidanza del 44%. La Legge 194 ha sconfitto quasi del tutto la piaga dell’aborto clandestino, azzerando il tasso di mortalità femminile derivante da tale pratica. La legge 194 rappresenta una conquista di libertà per milioni di donne; risponde pienamente all’esigenza di tutela della salute psico-fisica delle donne e riconosce il diritto ad una maternità responsabile e consapevole. L’attacco concentrico alla Legge 194 messo in atto dalle alte gerarchie vaticane e da esponenti del centro-destra, ci deve far dire NO ad ogni tentativo di revisione normativa che limiti i diritti delle donne e la loro libertà di autodeterminazione. Mi auguro che IDV possa ergersi strenuo difensore di questa importante legge e che nel contempo si faccia promotore nelle opportune sedi politiche ed istituzionali affinché: 1) venga rafforzato il ruolo dei consultori pubblici previsti dalla legge 405/75, attraverso l’impiego di maggiori risorse finanziarie, strumentali ed umane; 2) vengano superati gli ostacoli all’applicazione della legge 194 posti dai medici ginecologi obiettori di coscienza (a Ferrara, per esempio, i medici obiettori sono l’85%); venga promossa, a partire dalle scuole, l’informazione e l’educazione sui temi della sessualità consapevole e della contraccezione; 3) venga resa pienamente disponibile nelle strutture sanitarie preposte all’I.G.V. la pillola RU 486; 4) sia riconosciuto alle donne il diritto di sottoporsi alla diagnosi prenatale con mezzi evoluti e senza tempi d’attesa.
Cordiali saluti e buon lavoro. Massimiliano – Ferrara