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gen/12

25

Dalla parte degli agricoltori in Emilia-Romagna

Sabato 4 febbraio sarò a Imola per presentare questo importante momento di incontro sul tema dell’agricoltura nella nostra Regione:

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gen/12

15

Zappaterra smentisce sé stessa

Non si fa certo attendere la risposta dell’Idv a Marcella Zappaterra, presidente della Provincia, in seguito al siluramento dell’’ormai ex vice Massimiliano Fiorillo.
A prendere l’iniziativa è Silvana Mura, segretario regionale dell’Idv, con una dichiarazione, ma anche con la divulgazione di una mail intercorsa tra Zappaterra e Fiorillo dove non emergono assolutamente contrasti tra i due politici, ma anzi viene chiamata in causa  la Nuova Ferrara.

Silvana Mura nel suo comunicato, dopo il question time in Provincia sul drammatico caso di legionella al S. Anna (al quale l’Idv collega la cacciata di Fiorillo), dice: «Le confessioni della Zappaterra su Fiorillo lasciano il tempo che trovano ma sono e restano parole scandalose di chi raschia il fondo del barile pur di sviare l’attenzione dalle proprie responsabilità. La presidente della Provincia smentisce sé stessa che proprio in una delle ultime mail inviate a Fiorillo ribadiva la stima per l’allora assessore alla sanità negando ogni attrito e polemica in merito alla sua figura.

Una mail che per opportuna chiarezza a questo punto è bene rendere pubblica, dal momento che la presidente Zappaterra dà la colpa alla stampa ferrarese di mettere zizzania, e ribadisce stima a Fiorillo, a cui riconosce di avere un carattere uguale al suo.

Viene da chiedersi – aggiunge Mura – se è puramente casuale che agli occhi della Presidente Fiorillo abbia perso improvvisamente le sue capacità dopo la campagna per l’abolizione delle province – così osteggiata dal Pd – e poi ancora a seguito della denuncia presso la Commissione di inchiesta sugli errori sanitari dopo il decesso al S. Anna. La realtà è che Marcella Zappaterra ha voluto portare a termine una guerra personale e politica contro Fiorillo e l’IdV rei di rispettare il mandato degli elettori e di credere in una politica al servizio dei cittadini.

A questo punto, però, non dispiacerebbe sapere cosa ne pensa il Pd in merito al comportamento di una presidente della Provincia che silura un assessore perché cerca di fare chiarezza su un evento così drammatico. L’ospedale S. Anna non è un cimitero, come qualcuno ha sottolineato, ma qualcosa è accaduto nello scorso dicembre e finora nessuno nell’amministrazione ha deciso di voler fare luce, per questo rivolgeremo un’interrogazione all’assessore regionale alla sanità per chiedere di chiarire quanto sostenuto in consiglio dalla presidente in risposta al question time presentato dall’IdV.

Ecco il testo della mail inviata da Marcella Zappaterra a Massimiliano Fiorillo, il 5 ottobre alle 7.29 del mattino:
“Caro Max, grazie per l’informazione. Purtroppo ieri non ho potuto essere in giunta, ma ieri sera l’ho appreso da Calvano e la Nuova stessa mi ha chiesto una dichiarazione che ho fatto esprimendo soddisfazione per il senso di responsabilita’ dimostrato nell’evitare il doppio ruolo. Io non so alla fine cos’abbia scritto la Nuova oggi e nemmeno ho letto quella di ieri, ma ti assicuro che io non ho mai parlato di “attriti” ed evidentemente provano un gusto giornalistico a mettere zizzania. Purtroppo(o per fortuna) siamo uguali: nemmeno io son capace di fare le moine, ne soffrono anche i miei assessori, ma son fatta così. Spero che finiscano
le inutili polemiche e potremo lavorare serenamente, anch’io ti stimo.
A presto e buona giornata.
Marcella”

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dic/11

19

Notizie davvero importanti


Le questioni politiche aperte sono numerose ed interessanti. Attendiamo di capire cosa farà il governo con le frequenze Tv, c’è un Casini che ha lanciato un’opa sulla maggioranza che sostiene Monti, e poi ci sono quelli nel Pd che con la scusa di voler stracciare al più presto la foto di Vasto lavorano di buona lena per segare il trampolino dal quale Bersani vorrebbe spiccare il balzo per la premiership.

Ma di tutte queste vicende parlerò un altro giorno perché oggi ce n’è una che a mio avviso è di gran lunga più importante. Mi ci sono imbattuta sfogliando distrattamente le pagine di un quotidiano dopo aver letto le cronache politiche. Si tratta di una notizia “minore” ma solo per i media, perché è invece enorme per tutte le coscienze.

Un ragazzino cingalese di tredici anni è stato pestato violentemente per due giorni di seguito per due gravi colpe. La prima è il colore della sua pelle e la seconda è quella di aver incrociato per due volte un branco di violenti razzisti senza essere fuggito.

L’episodio si è consumato a Verona quasi in contemporanea con i tragici fatti di Firenze e la successiva manifestazione di protesta.

La vicenda fa rabbrividire certamente per la violenza feroce e assolutamente ingiustificata, ma anche e soprattutto perché gli aguzzini, i picchiatori senza scrupoli sono ragazzi molto giovani intorno alla ventina.

Il razzismo è un veleno che da sempre ammorba la vita dell’uomo. Ma in un’Italia in cui ormai da diversi anni  le classi scolastiche sono composte da bambini italiani e da bambini stranieri con genitori provenienti da ogni parte del mondo, ma nati in Italia, ti aspetteresti che gli episodi di violenza tendessero a sparire.

La convivenza fin dai primi anni di vita, che persone della mia età non hanno avuto, con persone che parlano la nostra lingua ma hanno colore di pelle e culture diverse, dovrebbe ridurre notevolmente il fenomeno della xenofobia e del razzismo, che affonda le sue radici nella paura irrazionale di ciò che non si conosce e di ciò che è diverso.

Fatti come quello del ragazzo cingalese pestato selvaggiamente a Verona, fanno venire l’angoscia perché costituiscono un allarme. Ci dicono che manifestazioni sentite, doverose e giustissime come quella di protesta contro la barbara uccisione dei ragazzi senegalesi a Firenze, rischiano di non sortire l’effetto sperato, ovvero dimostrare alle giovani generazioni la follia del sentimento razzista e la follia ancora maggiore della violenza.

Dobbiamo domandarci al più presto perché questi episodi continuano a ripetersi ( e non tutti, anche perché dalle conseguenze per fortuna meno gravi, assurgono agli onori delle cronache) e quale sia la medicina con cui intervenire per stroncare questo morbo. Iniziare a mettere in prima pagina certe notizie accantonando per un giorno beghe su questioni di potere che tanto sono sempre le stesse, non sarebbe risolutivo, ma forse aiuterebbe.

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dic/11

14

Una riforma che non riforma

 

Oggi l’ufficio di presidenza della Camera ha approvato la riforma dei vitalizi parlamentari. Io ho votato contro perché si tratta della solita riforma che non riforma, ma soprattutto non risolve il problema.

La delibera approvata prevede il passaggio al sistema contributivo a partire dal 1 gennaio 2012 per il calcolo dell’importo dell’assegno vitalizio. I deputati che saranno eletti per la prima volta nella prossima legislatura avranno un sistema calcolato interamente con il metodo contributivo. Chi invece, come me è un parlamentare già in carica si vedrà conteggiare il vitalizio su base retributiva, fino al 31 dicembre prossimo, e con il contributivo da quel giorno in poi.

Questa riforma ha due difetti. Il primo è che è troppo blanda, nel senso che lascia tutto invariato per gli ex Deputati che costituiscono il vero problema da risolvere. Il secondo è che l’equiparazione dei deputati ai dipendenti pubblici per il metodo di calcolo del vitalizio, è la trovata per fare in modo che la Camera paghi ben due terzi dei contributi previsti.

La mia controproposta è stata quella di estendere a tutti i deputati passati, presenti e futuri, il sistema contributivo senza deadline, in particolare a tutti quegli ex deputati che ancora non percepiscono il vitalizio, che sono un numero molto considerevole.

Per questi ultimi la tesi del diritto acquisito non vale dal momento che si è intervenuti in senso peggiorativo per spostare l’età entro cui si matura il diritto alla pensione. Dunque se si può modificare l’età, si può modificare anche il sistema di calcolo con cui conteggiare l’importo del vitalizio. A maggior ragione del fatto che quando si parla di contributi, si intende contributi figurativi.

Personalmente ritengo che il vitalizio debba essere abolito, o comunque ridotto al minimo. La soluzione ideale è quella di prevedere che il parlamentare versi dei contributi volontari che poi al termine del mandato saranno ricongiunti alla posizione previdenziale aperta a seguito dell’attività lavorativa che svolgeva prima del mandato e che tornerà a svolgere in seguito.

E’ per questo che ho proposto la soluzione meno onerosa per i bilanci della Camera e non essendo stata accettata ho votato contro alla solita riforma che non riforma.

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Credits Raffaele Brogna

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